Mi chiamo Marchina Ettore e sono figlio della Beta e di Giacomì Marchina.
Abito nella Contea di Ronco.
Sono nato nel 1956 e sono felicemente sposato con una figlia di 30 anni.
Ho iniziato da giovane con la professione di saldatore, lavoravo sulle montagne di tutta Italia come saldatore di condotte idroelettriche.
Nel 1987, dal nulla e senza capitali, ho creato la mia prima azienda e successivamente ne ho realizzate altre 10 ( in Italia) operando in vari settori, con fatturati di centinaia di miliardi e pagando 285.000 cedolini paga a ottimi e grandi lavoratori.
Aziende che all’apice di strabilianti risultati ho venduto, il ricavato del mio lavoro mi ha permesso di raggiungere tranquillità e serenità. " Non volevo diventare il più ricco del cimitero”
Altre note Sono stato per alcuni anni nel consiglio direttivo Giovani Imprenditori di Brescia.
Sono stato uno sportivo, al punto d'essere l'unico Italiano con tutti i brevetti off-limits tra cui nel 1991 un campionato del mondo di discesa su Mountain Bike e pilota di elicotteri.
Per problemi di salute ho dovuto abbandonare, mi sono innamorato dell’arte e ad oggi sono il primo collezionista italiano di arte contemporanea sulla Nuova figurazione.
A Maggio 2010 inauguro a Ronco il primo lotto del museo , in memoria di mio padre, che sarà a disposizione di tutti i cittadini. Sono un benefattore dalla A alla Z e Mecenate dell'arte.
Da 10 anni, insieme ad altri pochi amici finanziatori, manteniamo un orfanatrofio www.maisondesenfants.com sito in Guinea Equatoriale che giornalmente alimenta 1.000 orfani , oltre ad avere già realizzato diverse strutture (scuole, cucina, stalle, infermeria , pozzi ecc….)
Desiderio Stufo di fare il pensionato, sarei onorato di mettere a disposizione dell’intera comunità le mie capacità, le mie esperienze, i miei rapporti e la mia creatività, nella speranza di dare a tutti loro STB (serenità , tranquillità , benessere); rivoluzionando il nostro comune, ormai silente - fermo -vecchio e autoritario, senza soldi, stravolgendo radicalmente i vecchi e obsoleti schemi di gestione e dare un nuovo impulso alla vita sociale, trasformando Gussago nella nuova Parigi della Franciacorta.
Se non si interviene come un fiume in piena , tra pochi anni non potremo recuperare nulla e sarà troppo tardi; lasceremo ai ns. figli un comune spento, senza regole ne principi, senza vita….. morto!
La prima domanda presentata, è stata: Carrierona imprenditoriale e manageriale alle spalle, rendita con un numero di zeri sufficienti a dormire sonni più che tranquilli, relazioni e amicizie in tutto il mondo, nonché una famiglia su cui poter governare indisturbato in qualità di patriarca, ..chi gliel’ha fatto fare di presentarsi come candidato sindaco con una sua lista civica?
Non vorrei essere troppo sentimentale , ma l’ho fatto per affetto.
Avevo un debito di riconoscenza nei confronti del Comune. Circa 38 anni fa aveva aiutato la mia famiglia, dando un lavoro a mia madre rimasta vedova con sei figli, il più piccolo aveva 2 anni e il più grande 16 anni, tutti da mantenere e far crescere.
Il Comune l’aveva assunta come cuoca all’asilo di Sale.
Mi considero un uomo né fazioso né schierato, solo un professionista che a questo punto della sua vita non deve più chiedere nulla ma piuttosto dare qualcosa al proprio Comune, che si sta spegnendo per colpa di chi l’ha amministrato sino a ora. Metto a disposizione la mia esperienza e poche, ma chiare, parole d’ordine “ Metodo – Ascolto – Rigore – Trasparenza - Credibilità – Creatività e Lungimiranza. Di certo la persona più colpita, per la mia scelta di riservare il mio tempo alla passione per l’arte, è stata mia moglie che desiderava più tempo per Lei e per me.
Vorrà dire che se va bene, farò un mio capolavoro dal titolo S.T.B per tutti i cittadini Gussaghesi.
Bisogno di libertà
Ho sempre lavorato per progetti concreti, combattendo contro resistenze, inerzie,burocrazia, menefreghismo e lazzaronismo. Io vivo nell'affrontare e risolvere problemi, nel trovare soluzioni, tenendo conto della realtà, per migliorarla.