Tutto quello che avresti voluto sapere sulla finanza, ma che non hai mai letto
Il mondo è cambiato
Metto a disposizione dei futuri sindaci, delle semplici condizioni di base per far scelte migliori e per riuscire a comprendere tutte le opportunità che, pardossalmente, proprio adesso, possono offrire, se si seguono alcune semplici regole di come gestire i soldi dei Gussaghesi, anche se la cosa mi preoccupa assai, visto che nella loro vita non hanno mai rischiato , ne creato ricchezza ne posti di lavoro, ma semplici dipendeti pubblici o privati.
Tutti i politicanti dicono che gestire un Comune non è come gestire un'aziende, ebbene questa è la pù grande cazzata che possono dire. Dicono solo per giustificare le loro incapacità professionali. Sono totalmente sicuro e certo, che se fossero sul mercato del lavoro, la maggior parte di loro, avrebbero solo due possibilità, "sotto padrone o disoccupati" e vivrebbero di assistenza sociale. Guai toccare la loro casta, ma il mondo stà cambiando e la storia insegna, ma si considerano intoccabili e nel giusto che non si accorgono del radicale cambiamento.
LA GUIDA UTILE DEL RISPARMI O Caro Risparmiatore, sapere è la prima regola di difesaQuesta guida nasce per tutti coloro che desiderano capire che cosa sia successo nell’autunno del 2008.Ma non solo…Non è scritta per addetti ai lavori; ma per chi vorrà trovare un’ora di tempo per approfondire – seriamente e semplicemente – il tema della gestione dei propri risparmi e, quindi, di una parte importante del proprio futuro.Perché comprendere è la condizione di base per fare scelte migliori e per riuscire a cogliere tutte le opportunità che, paradossalmente, proprio adesso i mercati finanziari possono offrire, se si seguono alcune semplici regole. Il mondo è cambiato ( e ce ne stiamo accorgendo solo ora)John Smith di San Francisco, Roberto Parodi di Genova, Conchita Delgado di Madrid: impiegati piccoli risparmiatori, si sono svegliati, una mattina d’autunno, e hanno scoperto, guardando un telegiornale, che il mondo era improvvisamente cambiato sotto i loro piedi e con esso, probabilmente, il loro tenore di vita.Intorno alla metà di ottobre del 2008, infatti, il sistema capitalista è stato, come mai prima d’ora, vicino al tracollo.Nonostante il clima di panico registrato dagli organi di stampa, pochi si sono resi conto che, se i governi non fossero intervenuti ( e questo costituirà un prezzo da pagare in futuro) per salvare le istituzioni finanziarie, saremmo arrivati al crollo completo del sistema economico-finanziario. Perché senza banche le industrie fanno fatica a produrre e, quindi, le persone a lavorare.Per fortuna, non è andata così. La situazione – per quanto le Borse vadano ancora ogni giorno istericamente su e giù – adesso sembra più stabile e il futuro appare più sereno, o forse un po’ meno terribile.Certo, ci saranno ancora, come è sempre accaduto, momenti difficili, ma è adesso possibile, per John Smith, Roberto Parodi e Conchita Delgado, con le giuste conoscenze dei fenomeni che ci circondano e un orizzonte temporale non troppo breve, provare a gestire il proprio patrimonio in modo intelligente senza essere guidati dall’emotività che spesso accompagna tutti noi nei momenti di crisi e ci impedisce di fare buoni affari.Ma come siamo arrivati a questo punto? Diverse le ragioni, certamente una delle principali è la tendenza che abbiamo, in Occidente, a privilegiare le scorciatoie come le soluzioni di finanzia creativa per moltiplicare i soldi, piuttosto che puntare, come in passato, sul lavoro e sulla ricerca con disciplina e abnegazione. In altri Paesi, invece, come la Cina o l’India, energia, determinazione e spirito di sacrificio si uniscono a un forte desiderio di innovazione e di miglioramento. Il mondo cambia continuamente e, mentre noi pensiamo ancora se spostare o meno la produzione in Cina, i cinesi hanno già iniziato a delocalizzare trasferendo la produzione in Angola…Se iniziassimo a dedicare ai nostri risparmi un terzo del tempo che dedichiamo a vedere la nazionale di calcio in Tv… (P.S.: Mondiali esclusi) Probabilmente, il nostro Roberto Parodi stenterà a crederlo ma, con il tempo, il giusto supporto e la corretta applicazione di alcuni principi, gestire i propri risparmi può essere addirittura divertente. Quando Roberto compra un’auto, una casa o un oggetto qualunque, soprattutto di valore, valuta attentamente le diverse alternative, navigando in internet, chiedendo a parenti e amici, informandosi fino a farsi un’idea precisa dei pro e dei contro delle diverse soluzioni. Perché con i prodotti finanziari questa attenzione, questo studio spesso non si verificano?Eppure, insieme alla salute, la gestione del proprio denaro è uno degli aspetti più importanti per vivere una vita serena, per fare quello che piace, come per esempio viaggiare,fare regali, passare una serata a cena con amici, soddisfare i piccoli e grandi desideri che rendono la vita più appagante. Riuscire a gestire bene il proprio denaro, capire cosa c’è dietro un prodotto o un servizio finanziario e saper selezionare il giusto intermediario è fondamentale per riuscire a vivere meglio. Se c’è una cosa che dovremmo studiare, approfondire, capire, metabolizzare, è proprio la gestione del nostro denaro, eppure sappiamo che questo non avviene.Quasi sempre il tempo dedicato alla gestione del patrimonio è molto inferiore rispetto al tempo dedicato a vedere la nazionale di calcio in Tv.Troppo tutto insieme, overdose di informazioni.L’altro giorno stavo parlando con un caro amico, Matteo, imprenditore di Milano, che opera nel campo medicale. Matteo è una persona che ama leggere, informata, di buona cultura, eppure mi sono accorto che di finanza non sa nulla. Di quello che è successo in questi mesi ha in testa solo un frullato di informazioni confuse, accumulate a forza seguendo servizi televisivi e leggendo giornali. La gravità della crisi ha portato a troppe informazioni tutte insieme. È inutile cercare di costruire un castello di informazioni di fretta, se mancano le fondamenta, perché si rischia di far crollare tutto. Ed è ancora più difficile ricostruire sulle macerie. Matteo, come 6 italiani su 10, non conosce la differenza tra un’azione e un’obbligazione. Questo è un dato reale, per certi versi disarmante. Se non indaghiamo a fondo le ragioni per cui la gente non si interessa di finanza e del proprio risparmio, tanto o poco che sia, difficilmente andremo lontano come industri finanziaria e i vari Roberto Parodi, i Matteo e i nostri altri risparmiatori continueranno ad avere problemi. Rimarrà sempre un gruppo ristretto di persone che parlano un loro gergo comune, comprensibile a pochi: quelli della finanza, delle banche, che vivono di slogan in inglese e di concetti poco comprensibili.Parlando con Matteo, l’unica certezza è la percezione, da parte dei risparmiatori, che spesso dietro i prodotti e servizi finanziari ci sia una fregatura. Ma anche questa estremizzazione è sbagliata, gli operatori non sono tutti uguali.La cultura finanziaria: ecco cosa protegge veramente il capitale dei risparmiatoriPerché si parla tanto di educazione sessuale e sanitaria e nessuno parla di educazione finanziaria? Il tema è ampio e dovrebbe avere un suo giusto spazio iniziando dalle scuole, dai ragazzi più giovani, che dovrebbero cominciare a capire che, se non dedicano tempo e attenzione al tema, rischiamo di sprecare 9in futuro tanto lavoro e tanti sacrifici. Un buon modo di iniziare potrebbe essere quello di seguire i consigli del libro Figli & soldi, scritto dai giornalisti e scrittori Glauco Maggi e Maria Teresa Cometto.La colpa di questa situazione di chi è?Si è parlato molto, negli ultimi tempi, di mercati “drogati” da titoli spazzatura. Ebbene, per insistere sulla metafora, se i mercati sono “drogati” ci sarà senz’altro da un lato una responsabilità degli “spacciatori” ma anche,dall’altro, una precisa responsabilità dei “consumatori”. La colpa maggiore è sicuramente di una parte dell’industria finanziaria che in questi anni ha continuato su una strada fatta di concetti e prodotti sicuri e spesso mal spiegati, ma anche di molti Roberto Parodi, persone che si sono quasi del tutto disinteressate del proprio patrimonio, affidandosi magari all’amico di famiglia o allo sportello sotto casa. E adesso, purtroppo, ne pagano le conseguenze e si lamentano a gran voce dei risultati dei risultati ottenuti. Forse, bisognava pensarci prima. Anche per pigrizia, Roberto non ha mai pensato di leggere e capire con attenzione quello che spesso gli veniva malamente proposto e che non sempre corrispondeva ai suoi reali bisogni e desideri. Cercare di comprendere era troppo faticoso. Eppure parliamo di risparmi, non di caramelle o di vestiti. Risparmi che dovrebbero aiutare a vivere meglio.Quello che è successo ha insegnato a tutti qualcosa, anche a Roberto Parodi e al mio amico Matteo. Se i risparmiatori italiani resteranno ignorando sul tema finanziario, in futuro non potranno avere altro che ulteriori delusioni. Per certi versi, a una parte dell’industria finanziaria questa situazione ha fatto e fa comodo.L’equazione è semplice: meno il risparmiatore capisce, più facile proporgli quello che si vuole. Questo è stato uno dei paradigmi del settore per molto tempo e adesso sene vedono, purtroppo, le conseguenze. Ma è un paradigma sbagliato e miope: un’industria che si basa sull’ignoranza dei suoi risparmiatori e sull’opacità della sua offerta non può avere un futuro stabile. Se si vuole progredire, occorre cambiare rotta, iniziando a parlare e a scrivere in modo più semplice, per aiutare tutti a farsi un’idea chiara di cos’è bene e cos’è male. Poi, come sempre, ognuno sarà libero di fare le proprie scelte, libero di perdere i soldi o di acquistare prodotti dalle caratteristiche talmente complesse che nemmeno un fisico nucleare capirebbe. Libero magari di sbagliare, però consapevolmente.Il risparmiatore consapevole:un bene necessario anche per l’industria finanziariaUn risparmiatore più evoluto è necessario per riuscire a evitare o limitare i danni dell’intera economia. Serve all’investitore saperne di più, ma serve anche a tutti quegli operatori qualificati che basano la propria proposta su prodotti trasparenti e di valore e su un servizio di qualità. Professionisti seri che non posso prescindere da un risparmiatore sempre più attento e in grado di comprendere quello che gli viene proposto e di capire la differenza tra la Borsa che scende e un prodotto di finanza creativa che rischia di non fargli vedere più i suoi soldi, millantando garanzie che si possono sciogliere come un gelato al sole.Un risparmiatore più evoluto è necessario perché possa rendersi conto che nel mercato finanziario non tutte le società sono uguali. Questa crisi del credito rappresenta, infatti, per gli operatori più seri, l’opportunità di dimostrare che è possibile operare bene per i propri investitori, senza proporre strani prodotti di ingegneria finanziaria, restando fuori dalle crisi che hanno travolto diverse istituzioni della finanza mondiale. E che è possibile farlo 10 volte negli ultimi 8 anni, a partire dai bond argentini nel 2001 per finire con i recenti Lehman Brothers e Madoff. Qualcuno c’è riuscito.La voglia di capireQuesta guida nasce, quindi, con lo scopo di spiegare in modo semplice alcuni concetti di finanza ed economia a Matteo, a Roberto Parodi e anche a quei 6 italiani su 10 che, pur non distinguendo un’azione da un’obbligazione, hanno voglia di capire veramente quello che è successo in questi ultimi mesi e, soprattutto, di trarne insegnamenti e indicazioni per l’oggi e per il domani.Il mondo della finanzia non è finito, anzi, proprio in questi momenti si stanno creando le basi per una sua positiva evoluzione.In futuro, i risparmiatori potranno giocare un ruolo di attori consapevoli , così facendo, l’industria potrà crescere e svilupparsi ulteriormente. PASSO 1 (COS’E’ SUCCESSO)Un bicchiere di vino fa certamente bene al sistema cardiocircolatorio, ma un ettolitro in una sera? (alcolista anonimo)Da sapere prima di iniziare…Che i pani e i pesci non possono essere moltiplicati (almeno non dall’uomo): 10 euro non possono diventare 100 attraverso giochini di ingegneria finanziaria – forse con il Superenalotto, che ha poco a che fare con la finanza (che, come tutti sanno, è cieca mentre la sfiga ci vede benissimo…).Che se presti denaro a qualcuno a cui nessuno farebbe credito, è naturale che ci possano essere dei problemi nel rivedere i tuoi soldi. Alcune banche americane hanno fatto mutui anche a nullatenenti, sperando che prima o poi la lotteria baciasse tutti…Se ti conosci, ti eviti…Le banche hanno a un certo punto deciso di non prestarsi i soldi tra loro. Conoscendosi, meglio evitare.Se qualcuno guadagna 100 volte di più di un onesto lavoratore medio, c’è qualcosa che non quadra.Alcuni stipendi di top manager, soprattutto americani, erano così gonfiati che avrebbero consentito una vita dignitosa a tutti gli abitanti (suocere comprese) di un paesino medio della campagna italiana.Perché il crolloCrisi, ormai non si parla d’altro. Numeri, tabelle, commenti, sondaggi e opinioni. Ma come siamo arrivati a mettere in discussione le fondamenta del capitalismo moderno? Come siamo arrivati a rivedere le nostre certezze?“Nessuno è responsabile del grande crollo perché nessuno ha manovrato la speculazione che lo ha preceduto in quanto si è trattato del prodotto della libera scelta e della libera decisione di migliaia di individui… spinti dalla latente follia che ha sempre travolto la gente presa dall’idea di poter diventare ricchissima”.Vi sembra un’analisi attendibile di ciò che è successo in questi mesi? Bhe, sappiate che è stata scritta dall’economista John K. Galbraith… quasi 80 anni fa!La storia si ripete. Questa crisi ha, infatti, con quella ormai famigerata del ’29 (qualcuno si ricorderà le foto in bianco e nero della Grande depressione) e con tante altre che sono venute dopo, un elemento in comune: l’avidità dell’uomo, convinto che il mercato possa sempre moltiplicare in modo esponenziale guadagni e ricchezze di tutti.Ma non è sempre così. Il sogno americano e il consumismo occidentale. La crisi parte da oltreoceano e inizia con uno stile di vita di un popolo, quello americano, da sempre abituato a vivere sopra le righe. Se noi italiani siamo conosciuti come il popolo dei risparmiatori (ma è davvero così?), quello americano è famoso per essere un popolo di spendaccioni. Negli ultimi anni, questa tendenza alla spesa è continuata a crescere in modo forsennato, una corsa al consumismo senza sosta.America è grande, America è bella, il sogno americano che tutto crea e tutto moltiplica, anche i debiti purtroppo…Così si arriva all’assurdo che John Smith può comprare i popcorn allo stadio con la carta di credito… e i suoi dati lo confermano:CRESCITA DEL DEBITO DOVUTI AI MUTUI nelle famiglie americane5,520 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 200111,027 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2007CARTE DI CREDITO IN AMERICA (fatturato delle società di carte di credito)27,4 miliardi di dollari nel 200340,7 miliardi di dollari nel 2007Le famiglie americane si sono indebitati più con i mutui negli ultimi sei anni che in tutta la storia del mercato mondiale dei mutui.Ma l’America non è altro che lo specchio di un capitalismo, quello occidentale, che ha basato la sua crescita sul debito. Capitalismo esasperato oltreoceano che però ha avuto i suoi effetti anche su Roberto e Paola Parodi che hanno utilizzato i soldi (che spesso non avevano) per comprare case (infatti, i prezzi sono saliti alle stelle), automobili, elettrodomestici di ogni tipo, telefonini di ultima generazione, vestiti, beni di lusso. Denaro con il quale Roberto e Paola sono andati in vacanza, in Italia o in giro per il mondo, e che hanno speso per divertirsi nel weekend. Anche per arredarsi casa: vi ricorderete alcune pubblicità di mobili di qualche mese fa, compri oggi e inizi a pagare a rate tra 18 mesi…Tutti questi consumi hanno spinto ad aumentare la produzione delle imprese, sostenute a loro volta dai prestiti bancari.Col passare del tempo, però, questa massa mostruosa di debiti finanziari delle banche ha fatto aumentare il rischio che i debitori non riuscissero più a pagare, complice anche la diminuzione del potere di acquisto. E qui è intervenuta la creatività che da sempre caratterizza il genere umano: nasce la finanza creativa, che ha permesso alle banche, soprattutto americane di scambiarsi tra di loro i debiti, poi di trasferirli sui risparmiatori.Il giochino alla fine è crollato.L’11 settembre 2001 e la crescita del mercato immobiliare americanoLa tragedia dell’11 settembre 2001 (l’attacco alle Torri Gemelle a New York) ha messo in mostra ancora una volta la grande capacità di ripresa della società americana, grazie a un ideale attorno al quale fare quadrato e a un nemico comune da combattere. In uno dei momenti più drammatici della storia degli Stati Uniti, era necessario far vedere a tutti che nulla poteva mettere in ginocchio l’economia più potente del pianeta.La Fed (banca centrale Usa) ha, infatti, deciso di abbassare i tassi d’interesse per aiutare le famiglie e l’economia; la voglia di rivincita economico-finanziaria, oltre che militare, ha dato il via a una serie di azioni mirate allo sviluppo e alla crescita.“Abbassando i tassi di interesse costa meno indebitarsi: quindi, mutui meno costosi.”Ottimismo e voglia di rivincita sono gli ingredienti di un mercato, soprattutto quello immobiliare, che vede una forte crescita tra il 2002 e il 2004.Esplode, infatti, il debito delle famiglie americane sotto lo slogan ,anche per chi non se la potrebbe permettere. I prezzi salgono alle stelle e le banche continuano a erogare mutui facili, e anche John Smith da San Francisco ne approfitta.E se John non riesce a pagare?Ci pensa la finanza creativa! Si iniziano a sentire parole fino ad allora sconosciute o quasi, come cartolarizzazioni e mutui subprime (mutui spazzatura).Le cartolarizzazioni sono delle operazioni di attraverso le quali i mutui spazzatura vengono trasformati in strumenti finanziari Abs (Asset backed securities) che a loro volta vengono tagliati in tranches (inseriti in cosiddetti Cdo: Collateralized dedt obligations) più piccole e vendute ad altri operatori.Viva la fantasia e la creatività!Così facendo, si perdono di vista le fondamenta, le basi di tutta questa finanza creativa. Fondamenta che, come abbiamo visto e vedremo, sono tutto fuorché stabili.IL PERCORSO: dal mutuo di John Smith ai titoli obbligazionari ad alto rating (considerati sicuri)John Smith viene convinto di poter acquistare una casa con un bel mutuo. “Perché pagare un affitto quando con gli stessi soldi puoi avere in qualche anno una casa tutta tua?” gli dicono in banca. Convinto, il povero John accetta… ma, essendo già al limite, quando i tassi salgono, poveretto, non ce la fa più a pagare la rata del suo mutuo e così, come lui, tanti cittadini americani.Nel contempo, visto che i John Smith sono tanti, le banche hanno cartolarizzato… in altre parole impacchettato i mutui dei cattivi pagatori in Abs (Asset backet securities).Questi Abs sono stati poi divisi in tanti pezzettini più piccoli e venduti ad altri risparmiatori. Il rischio del mutuo di John Smith è finito sulle spalle di altri risparmiatori.Tutti questi pezzettini di Abs sono stati poi spalmati sul mercato e mischiati tra loro, finendo in nuovi contenitori detti Cdo (Collateralized debt obligations).Siccome alla fine si trattava di obbligazioni legate al mondo immobiliare, i Cdo sono stati considerati investimenti sicuri e hanno avuto altri giudizi dalle agenzie di rating. Il mutuo rischioso di John Smith è diventato… sicuro. Tutta l’impalcatura si regge su una persona che, a un certo punto, non è riuscita a pagare la rata facendo, quindi, crollare il sistema.Abs (non quello dell’auto) = TITOLI GARANTITI DA…(Asset backet securities) COSA SONO?Sono titoli emessi a fronte della garanzia di crediti in generale.QUALE TIPOLOGIA DI CREDITI?Per lo più mutui immobiliari, crediti per l’acquisto di automobili, crediti connessi all’uso delle carte di credito… ->A seconda del tipo di attivo, le Abs possono essere classificate in diverse categorie. Le più comuni sono: ·Cdo (Collateralized debt obligations): il portafoglio sottostante è costituito da obbligazioni, strumenti di debito e titoli in generale.·Subprime: indica un debitore o un debito non affidabile, che potrebbe avere difficoltà nella restituzione del capitale preso a prestito (i famosi mutui spazzatura…). La crisi del mercato immobiliare americano e i mutui subprime dal 2004 al 2006 la Fed alza i tassi di interesse ben 17 volte, portandoli dall’1 al 5,25% e causando un fortissimo aumento della rata dei mutui di John Smith e di altri milioni di americani come lui, come del resto di molti italiani che hanno acquistato casa negli ultimi 36 mesi. Ovviamente, le prime famiglie ad andare in difficoltà sono quelle meno abbienti, che non riescono più a pagare le rate dei prestiti. Il mercato immobiliare, in questo scenario, inizia a scendere in modo rilevante. I prezzi delle case crollano, le famiglie sono sempre più povere. in tutto questo le banche che fanno?La fantasia delle cartolarizzazione e dei Cdo fa immaginare che la frammentazione dei rischi renda il sistema più sicuro.La tesi è del tutto sbagliata, non nella teoria ma nella pratica, e in particolare quando il numero delle operazioni diventa imponente: i rischi – oltre un certo numero di operazioni – si moltiplicano invece di ridursi.Perché? “Perché l’acqua da zero a 99 gradi rimane acqua, ma l’aumento di un solo grado produce un salto di stato: dal liquido al gassoso.”Per essere più chiari: se una persona usa un’auto inquinante non si producono buchi nell’ozono così come se lo fanno in due, tre, quattro… trecento, diecimila. Ma se lo si fa in tre miliardi, questo aumento quantitativo – anche solo di una unità – a un certo punto fa “traboccare il vaso”. Ancora: è assodato che un bicchiere di vino rosso faccia bene al sistema cardiocircolatorio, ma un ettolitro? E un ettolitro in dieci minuti (perché l’altro elemento è stato proprio la velocità con cui il sistema “creativo” è stato costruito)? Nel 2007-2008arriva, quindi, la crisi dei mutui subprime. Si chiude il rubinetto del credito, si congela il mercato delle cartolarizzazioni, nessuno ne vuole più sapere… e la crisi si allarga alle obbligazioni, inizialmente quelle ad alto rischio. Le banche iniziano ad avere seri problemi per trovare denaro. Nessuno si fida più di nessuno. Si inizia a percepire che qualcosa sta cambiando nel mondo finanziario americano… ma non solo.Il problema delle banche… e delle obbligazioniNel settembre del 2008, tutto il mercato delle cartolarizzazioni, anche quelle che non c’entrano nulla con i mutui subprime, va in crisi. Presi dal panico, gli investitori iniziano a vendere tutto, facendo crollare i prezzi. Le banche sono le prime a soffrire di questa situazione, anche perché detengono gran parte dei mutui spazzatura. I bilanci iniziano a farsi pesanti, le banche devono svalutare per oltre 500 miliardi di dollari di obbligazioni, evidenziando quindi perdite senza precedenti.I fallimenti sono all’ordine del giorno (es. Lehman Brothers) e la galassia del mondo bancario e finanziario viene stravolta.La crisi della Borsa e dei prodotti legati ai titoli in sofferenzaIn questo contesto di crisi generalizzata, scricchiolano i pilastri del sistema, non ci sono più certezze, solo ansia e timore, per milioni di John Smith, di perdere i propri soldi.La crisi travolge la Borsa e tutto crolla, titoli buoni e meno buoni, di ogni tipo e settore. Non ci sono più titoli o settori difensivi, non si guarda più al valore di un’azienda ma si pensa solo a vendere… quasi tutti, perché se c’è qualcuno che vende qualcuno sta comprando… indovinate chi’Quelli che vanno controcorrente.Nell’ottobre del 2008, i governi di tutto il mondo intervengono per arrestare la crisi, dando così una prima iniezione di fiducia al sistema. C’è una reazione forte da parte di molti. Il mondo economico non può finire, l’economia reale, le industrie si basano sul prezioso ruolo delle banche. Senza le banche, infatti, si torna al baratto (come hanno già pensato di fare nella prima community italiana di baratto su web “zerorelativo”) si perdono circa 600 anni di sviluppo.“E adesso, tutti a confidare nelle idee innovative del nuovo presidente Usa: Forza, Barack!”Cosa abbiamo imparato…Il mondo non finisce, probabilmente si formerà un nuovo equilibrio, ci saranno nuovi attori e nuove regole. Dovremmo aver imparato alcune cose, per chi già non le sapeva:1.1Siamo tutti uniti da una catena invisibile: il mondo ormai è uno solo ed è bene che iniziamo a interessarci a cosa succede dall’altra parte della Terra, se non vogliamo farci trovare improvvisamente impreparati quando un ricercatore indiano scopre una nuova formula della giovinezza che, in due ore, fa crollare o salire tutte le Borse del pianeta.1.2Così come tutti i Paesi del mondo, anche mercati finanziari, banche ed economia reale sono strettamente interconnessi, quindi, il problema irrisolto in un settore può velocemente trasmettersi agli altri.1.3Non è sempre necessariamente detto che il mondo debba essere sempre economicamente dominato dalle stesse superpotenze.Gli equilibri possono cambiare, perché i popoli più poveri alla lunga si stancano, giustamente, di vivere nella miseria e iniziano a lottare e lavorare più che mai. Nello stesso tempo, i popoli più ricchi si adagiano, si abituano al benessere (chi più chi meno) e vogliono lavorare sempre meno. Come la storia insegna, c’è un punto in cui gli equilibri mutano, evolvono e cambiano radicalmente, subito quasi in sordina e poi in modo sempre più deciso. Nella storia, sono caduti imperi che sembravano invincibili. Probabilmente, non siamo in questa ma dobbiamo essere preparati, potrebbe succedere che un’America ridimensionata sia costretta a cedere lo scettro di unica superpotenza e ad accontentarsi del ruolo di grande potenza, in mezzo ad altre ugualmente potenti (Cina, Russia, India e forse altre ancora).La “distruzione creatrice “ che è tipica del procedere del capitalismo finirà, eliminando ciò che non è più vitale e risanando il sistema finanziario, per dare rinnovato vigore all’economia globale.1.4Se è vero che la Borsa anticipa spesso ciò che accade nella vita di tutti i giorni, la cosiddetta economia reale, allora forse il peggio potrebbe ancora dover arrivare. Ci piace vivere l’illusione che tutto prima o poi,si sistemerà in fretta, ma non sempre è così. Purtroppo, forse, dovremo soffrire anche un po’.Pensate a chi vive in una roulotte a Los Angeles, e fino a pochi mesi fa aveva una villetta a due piani, con tanto di giardino, cane, barbecue (quello non manca mai) e station wagon colorata in giardino.1.5La gente inizia a capire ed è stanca di dar fiducia incondizionata a chi ha dimostrato di non meritarsela. Inizia a essere finalmente un po’ più chiaro che ci sono società e operatori capaci e altri meno e, soprattutto, che la storia può insegnare anche in questo campo. Chi opera nel settore bancario e finanziario non è necessariamente uno che vuole guadagnare alle spalle del prossimo. Come per ogni settore, anche in questo ci sono molte persone che hanno dimostrato con i fatti di meritare la nostra fiducia (e i nostri soldi). Questa crisi ha aiutato a evidenziare queste differenze.1.6Così come un buon avvocato non è quello che vince tutte le cause, ma chi si pone con chiarezza, trasparenza e professionalità nei confronti del cliente, dedicandogli tempo ed energie, allo stesso modo nel mondo finanziario un buon consulente non vi farò guadagnare tutti gli anni, ma metterà i vostri obbiettivi al primo posto, senza condizionamenti e conflitti di interesse, e soprattutto si preoccuperà di non rifilarvi porcherie.PASSO 2 (COSA OCCORRE SAPERE)L’essenziale è invisibile agli occhi (Antoine de Saint-exupèry)Chi sa… fa! Allora, sappi che:La semplicità è un valore Inizia dalle cose semplici, perché sono la basa per capire come vengono gestiti i tuoi soldi. Non considerare ciò che non capisci,sii diffidente quando trovi troppe sigle in inglese.Investire è un’attività seria e importante Merita tutta la tua attenzione, non puoi improvvisare. Dai tuoi investimenti dipende anche il futuro della tua famiglia.Non esistono i prodotti o le soluzioni migliori in assoluto Esistono solo quelli “giusti” nei diversi momenti della vita. Perché prima sei single, poi generalmente ti sposi e, alla fine, arrivano i figli e anche i nipoti (a volte…).L’abuso della roulotte…(del rischio senza controllo) porta all’uso della roulotte! (Giocatore Anonimo)L’ABC DELLA FINANZAQuesto passo vuole fornirti un veloce prontuario per aiutarti a comprendere alcune sigle e prodotti che, al giorno d’oggi, affollano l’offerta bancaria e finanziaria. Ovviamente, non ha la pretesa di essere esauriente, ma vuole fornirti alcuni spunti di riflessione. Il primo, in particolare, è questo: affronta il tema come affronti normalmente, andando a cena, il menù di un ristorante. Cioè?Cioè, prima di andare a vedere quanti e quali piati vengono proposti, normalmente siamo ben coscienti di alcune cose:-quante calorie ci servono per sopravvivere (se fai il minatore, di solito, ne hai bisogno più che se facessi il portinaio)-quanto appetito abbiamo-quali obiettivi abbiamo (perdere, prendere o mantenere il peso)-quali gusti abbiamo (preferenze, intolleranze, eccetera… )Sapendo tutto questo, allora, consultiamo il menù per trovare quei piatti che soddisfano il più possibile“ le nostre esigenze e i nostri desideri. Sei d’accordo?Ebbene, analogamente occorre comportarsi con la finanza: prima devi essere cosciente di che cosa vuoi (delle tue esigenze e dei tuoi desideri nella vita) e solo dopo devi guardare quali “prodotti”, tra quanti vengono offerti da banche, assicurazioni e altre società, ti soddisfano “il più possibile”.Proprio in questo ordine tratteremo adesso il tema “FINANZA”.Cominciamo, quindi,da che cosa vuoi tu.A che ora è la fine del mondo? Qualcuno si ricorderà questa canzone di Luciano Ligabue di qualche anno fa. Sicuramente, non è ancora la nostra ora, anche perché, rispetto alla Grande depressione del1929, le banche (a parte un caso) non sono fallite e i tassi non sono saliti… anzi. Il secondo semestre del 2008 passerà alla storia come uno dei periodi più burrascosi sui mercati finanziari,azionari, obbligazionari e valutari, delle materie prime e del petrolio. Una situazione che ha messo in ginocchio molte famiglie che, solo pochi mesi prima, erano sicurissime delle proprie scelte di investimento. Molti risparmiatori si sino fatti prendere dal panico e, in pochi giorni, hanno venduto tutto o gran parte dei titoli investiti (nel Passo 4,analizzeremo nel dettaglio questi aspetti).Ma, se è vero che l’altro lato della medaglia della parola “perdita” può prendere il nome di opportunità, è oggi più che mai utile rivedere tutta la strategia finanziaria per il futuro.Affrontiamo, quindi, il problema di dove destinare i nostri risparmi, considerando tutte le variabili in gioco. Innanzitutto, come detto, per scegliere bene è fondamentale avere ben chiare non solo le proprie possibilità di investimento ma anche le aspettative e le preferenze.Nella scelta di un particolare tipo di investimento, un ruolo fondamentale viene giocato dalle aspettative, dal risparmio accumulato o dai capitali di cui si dispone.Vi sono, ovviamente, vari principi e criteri per valutare il risultato che ci si attende da un tipo di investimento piuttosto che da un altro. Vediamoli. I 7 criteri da seguire nella scelta del’investimentoOgni forma di investimento si può, e si deve, valutare sulla base di alcuni principi fondamentali e cioè: la sicurezza, la liquidabilità, il tempo, la redditività, la protezione dall’inflazione, la diversificazione e il rischio.Ovviamente, ogni investitore è interessato ad avere il miglior risultato per ognuno di questi criteri. In parole povere, ciò significa che ogni investitore vorrebbe, sempre e per sempre, “la botte piena e la moglie ubriaca”Bene. Toglitelo dalle testa!Alti interessi e crescita del capitale, sicurezza nel rimborso, certezza di liquidabilità dell’investimento in qualsiasi momento e ottimale copertura dell’inflazione costituiscono il “mix” dell’investimento “ideale”, ciò che ognuno vorrebbe come “minimo” rassegnati al fatto che ben difficilmente uno stesso prodotto finanziario potrà soddisfare contemporaneamente tutti questi criteri in misura ottimale e, quindi, all’atto della scelta di un prodotto, è meglio se ti poni alcune domande fondamentali che, sfortunatamente, finiscono per privilegiare alcuni criteri a scapito di altri. Così è la vita.Sicurezza significa mantenimento nel tempo del capitale investito (in altre parole, rivedere indietro i soldi) e può considerarsi come l’obiettivo principale di qualsiasi investimento. La sicurezza di un investimento è soggetto. Esempi di rischio sono la solidità finanziaria di chi ha emesso il titolo, il rischio della valuta in cui è espresso il titolo, la stabilità economica e politica dello Stato emittente, eccetera. Oggi più che mai, questo è un valore fondamentale. Non ci sono più certezze. Le obbligazioni, per esempio, considerate fino a ieri così sicure, oggi non lo sono più. Basta chiedere ai clienti che hanno acquistato obbligazioni e prodotti strutturati legati a Lehman e i suoi fratelli. Quindi, le performance sono sicuramente un valore ma, prima di tutto, è necessario investire in strumenti che ti diano la ragionevole certezza di rivedere i tuoi soldi (nulla è scontato).La liquidabilità ha a che fare con la velocità con la quale un capitale, investito in un determinato prodotto, può essere disinvestito e, quindi, reso “liquido”. Denaro disponibile pronto a essere usato al supermercato o per un altro investimento. Al giorno d’oggi è il secondo valore più importante. I rendimenti non valgono nulla se non puoi avere indietro i tuoi soldi oppure devi aspettare anni per rivederli. Verifica sempre che quello in cui investi non sia blindato per troppo tempo (a meno che non ti sia chiaro e non sia una tua esplicita e consapevole scelta).Il Tempo, chiamato in finanza orizzonte temporale, è fondamentale nella scelta dell’investimento ideale. Esistono, infatti, forme di investimento che danno i risultati migliori nel breve periodo, mentre altre si esprimono meglio nel lungo. Per esempio, chi si avvicina ai fondi azionari dovrebbe scegliere di mantenere l’investimento per un periodo di sette-otto anni, perché statisticamente i rendimenti migliori si ottengono rispettando quest’orizzonte temporale. Poi, ovviamente, si può essere fortunati e trovarsi in un biennio fantastico e incappare in un quinquennio poco felice.La Redditività di un investimento ha a che fare con il rendimento.Rendimenti possono essere gli interessi prodotti da un titolo, i dividendi prodotti delle azioni, come anche il guadagno di capitale (capital gain), cioè la differenza che si può realizzare fra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita di un titolo.Tali rendimenti possono essere pagati regolarmente, a determinate scadenze, oppure accantonati e liquidati in un’unica soluzione.Protezione dall’inflazione: il raffronto di un rendimento con il tasso di inflazione è sempre importante per stabilire il rendimento reale.Sappiamo che l’inflazione erode sistematicamente il reddito e il capitale e si concretizza in una perdita di potere di acquisto del valore del denaro nel corso del tempo.Quando ci si pone un obiettivo di investimento,è meglio fare i conti anche con l’inflazione che, di norma, non è facilmente determinabile e priori. Per cui, anche qui, occhio ai giusti messaggi.L’inflazione è strisciante se l’aumento dei prezzi non è particolarmente elevato (2-4%). Invece, se il tasso annuo supera il 5%, ci sarà un’inflazione galoppante. Nel caso in cui il tasso aumenti al 20%, si parlerà di iperinflazione (questa, per fortuna, ce la siamo quasi dimenticata).Diversificazione: se compro un solo titolo e questo va male, tutto il mio portafoglio andrà male.Se compro dieci titolo, avrò conseguenze negative minori perché il rendimento complessivo non dipenderà da un unico titolo, ma dalla somma del rendimento dei titoli che normalmente non si muovono in modo esattamente uguale (a parte nei momenti di panico come questi).La diversificazione ha due principali regole: a)non investire in attività troppo simili che abbiano un’alta correlazione (vuol dire che tutte si muovono nella stessa direzione), perché così il problema esce dalla porta e rientra dalla finestra;b)diversifica nel tempo, cioè su orizzonti temporali che abbraccino diversi cicli di mercato. Questo vuol dire che, se possiamo spingerci nel lungo periodo, ridurremo di molto il rischio dell’investimento azionario mentre, se l’orizzonte è breve, questo tipo di investimento risulta più rischioso.Rischio: normalmente, si considera il rischio come determinato dalla volatilità, cioè dalla variabilità del prezzo di una determinata attività finanziaria.Gli investimenti con rendimento potenzialmente più elevato sono, generalmente, quelli maggiormente rischiosi. A livello pratico, per alcuni il rischio consiste nel subire una perdita; per altri equivale a ottenere un guadagno diverso da quello atteso.Questo ci porta a definire il concetto di rendimento atteso che potrebbe essere più o meno ragionevole.Ma che cosa si intende per “rendimento atteso ragionevole”? È quello ragionevole per ognuno di noi. Quindi, soggettivo.È difficile dare una risposta univoca. Una possibilità può essere quella di guardare la performance passata del gestore e non del prodotto (attenzione, perché in molti casi il gestore cambia e tu nemmeno lo sai e quando lo scopri è sempre troppo tardi, per cui verifica sempre quali sono nel tempo i risultati del gestore e non del fondo). Ovviamente, come è stato detto e scritto, la performance passata non è garanzia di uguale performance futura, però almeno è un dato oggettivo su cui fare le tue considerazioni. In molti casi, il resto è un insieme di chiacchiere.Tecnicamente si è soliti distinguere cinque fonti di rischio:·rischio emittente, nel senso che chi ha emesso il titolo potrebbe non essere più in condizione di pagare interessi e capitale agli investitori, e magari fallire. Tempo fa, questo rischio non era tenuto in debita considerazione, oggi invece,con quello che è successo, è un indicatore da seguire molto più attentamente ·rischio inflazione, che, come abbiamo detto, può togliere valore reale all’investimento e al reddito derivante ·rischio mercato, per cui l’ investimento, pur essendo di buona qualità, può perdere di valore perché tutto il mercato entra in una fase di ribasso, sia le azioni che le obbligazioni devono fare i conti con questo rischio di mercato, cioè con la possibilità che la Borsa salga o scenda in relazione all’ andamento generale del mercato e dell’ economia. Il rischi di mercato per le obbligazioni, al di là di temporanei momenti di panico diffuso è di fatto il rischio di interesse: se salgono i tassi di interesse, scende il valore del titolo e viceversa.Questo effetto è tanto maggiore quanto più lontana è la scadenza dell’ obbligazione. Il rischio di interesse coinvolge in misura maggiore le obbligazioni piuttosto che le azioni ·rischio settore, riferito soprattutto al mercato azionario, che può essere ridotto con una diversificazione intersettoriale (non investire tutto nel settore dell’automobile oppure tutto nel farmaceutico… come abbiamo visto prima, diversifica) ·rischio liquidabilità, ne abbiamo già parlato, e cioè l’impossibilità di uscire dall’investimento, perché il titolo in questione è scambiato in quantità tali da non assorbire l’offerta oppure non ci sono più soldi per rimborsarti. Si può parlare di rischio di liquidabilità anche quando si è costretti a vendere in un momento non opportuno oppure quando il mercato è in una fase di forte ribasso. Il teorema rischi/rendimento: un legame indissolubileRischio e rendimento sono in indissolubilmente legati da una relazione diretta che non conosce eccezioni.La regola è questa: più rischi (nota bene: più rischi di perdere), maggiore è la possibilità di “vincere”. Più giochi con la squadra in avanti (con dieci attaccanti), maggiore è la probabilità di fare goal, ma anche di perdere la partita.In altre parole, allora, la propensione al rischio di ciascuno si può descrivere così:“Preferisci scommettere un euro (rischio di perdere un euro) per avere la possibilità di guadagnare un euro e mezzo (se va bene) oppure scommettere mille euro (rischio di perdere mille euro) ma con la possibilità di guadagnarne centomila (se va bene)?”.Sì, lo sappiamo anche noi che l’ ideale è rischiare due euro per guadagnarne ottanta milioni, ma questo si chiama Superenalotto e non investimento.Il punto importante da sottolineare è questo:“Goditi” pure la tua propensione al rischio, ma stai attento.Spesso, infatti, vengono messi sul mercato prodotti che offrono rendimenti apparentemente superiori a quelli giustificati dal momento. In questo modo, vengono attirati i clienti che non riflettono a sufficienza sul normale rapporto rischio/rendimento e, quindi, si assumono rischi superiori a quelli che avrebbero desiderato ( volevo rischiare di perdere un euro e invece ho rischiato di perdere tutto il capitale senza saperlo).Proviamo a dirlo in un altro modo: è normale che tutti vogliano il massimo rendimento dal proprio investitore e che al contempo desiderino il minor rischio relativo.Ma la situazione in cui diversi investitori con diverse propensioni al rischio investono in prodotti che soddisfino la relazione rischio/rendimento per loro più idonea dipende anche dalla trasparenza con cui il mercato e la comunicazione finanziaria spiegano i prodotti.Quindi, riassumendo:·non è possibile prevedere in anticipo i rendimenti e, quindi, gli investitori prendono le decisioni di investimento usando i rendimenti attesi, che devono essere “ragionevoli”;·per ogni investimento devi sapere mettere in conto che esiste la possibilità che il rendimento finale non soddisfi le attese (chiarisci sempre l’obiettivo iniziale);·maggiore è l’incertezza, maggiore è il rischio;·ci sono molte ragioni (le fonti di rischio) tali per cui il rendimento finale potrebbe non essere paria quello atteso,e tu devi essere consapevole di queste ragioni; ·in un portafoglio una buona parte di rischio può essere eliminata con la diversificazione,tra categorie e tra titoli .La diversificazione e importante anche attraverso il tempo ei diversi cicli economici. Quanto più è ampio il tuo orizzonte temporale,minore è il rischio.·non assumerti rischi per i quali non sei adeguatamente compensato. Passiamo ai fatti spesso si sente dire che investire e come acquistare un’automobile.Ma è proprio cosi?No,ma dovrebbe esserlo.Vediamo come si sono comportati i coniugi Parodi quando hanno acquistato la loro ultima vettura .Prima di scegliere il modello di macchina ideale,i Parodi hanno acquistato un mensile specializzato,Quattro Ruote:dopo averlo letto attentamente,a iniziato a maturare in loro la scelta per tipo che più li ha convinti (utilitaria,berlina,station wagon,suv…). Da quel momento,hanno cominciato a discutere tenendo conto di una serie di variabili:prestazioni,comodità,economicità d’uso,anni di garanzia,tenuta sul mercato dell’usato .Hanno poi definito il limite di spesa e si sono informati sulle marche e sui modelli presenti sul mercato,per valutare quale rispondesse meglio alle loro esigenze.Una volta scelto il modello,hanno visitato diversi concessionari ufficiali alla ricerca della maggiore offerta;hanno valutato attentamente tutte le offerte,anche le più allettanti,per scoprire”cosa c’è sotto”e magari dove si nasconde l’inganno;inoltre hanno valutato la preparazione e la cortesia del venditore;hanno fatto attenzione alle clausole del contratto di acquisto (consegna,garanzia,ritiro usato,eccetera…….Ecco. Questo è il percorso più corretto e razionale per chiunquesi appresti a investire una somma importante per l’acquisto di un bene importante… e,allora,perché non ci comportiamo allo stesso modo quando decidiamo di investire i nostri risparmi accumulati con tanta fatica?Iniziamo,allora, a conoscere modelli e caratteristiche delle principali(non tutti per motivi di spazio) autovetture che possiamo acquistare all’interno di prestigiose scuderie,non da formula 1 ma quasi…Lo “specchietto” qui sotto cerca,in modo molto sintetico e puramente indicativo,di catalogare alcuni dei prodotti esistenti,in relazione al loro grado di rischio/rendimento.
Grado di rischio/rendimento
prodotto
BASSO
Pct,Bot,Cct,Ctz,Buoni postali fruttiferi,Certificati di deposito a breve e indicizzati,Fondo di liquidità,Fondi moderati
MODERATO
Btp,Obbligazioni euro,Fondo obbligazionari,Obbligazioni bancarie con rating di almeno A3 (anche se adesso…)
MEDIO
Fondi obbligazionari,Obbligazioni bancarie con rating inferiore A3,Obbligazioni convertibili,Fondi bilanciati,Certificates
ALTO
Fondi azionari,Azioni,Etf,Unit linked e index linked
MOLTO ALTO
(difficile da determinare) Prodotti derivati:Options,warrants,Junk donds,eccetera….
Scuderia biancaConto corrente (anche online):è la categoria più diffusa e rappresentata oltre la metà di tutti i depositi bancari. Gli interessi sono soggetti a una ritenuta del 27%.Libretto di risparmio:può essere nominativo o al portatore. Sta prendendo appeal nei confronti dei risparmiatori per i bassi rendimenti offerti.Certificati di deposito:La loro durata può variare da un minimo di 1 mese a un massimo di 5 anni. L’aliquota fiscale applicata sui Certificati di deposito e sempre del 27%.Obbligazioni bancarie:Possono essere a tasso fisso con cedola periodica predeterminata e fissa fino alla scadenza del titolo. A tasso variabile con la cedola agganciata a un tasso variabile,parametro definito al momento dell’emissione. A tasso misto il cui rendimento è fisso per un certo numero di anni per diventare,da un dato momento in poi,variabile. A zero coupon con opzione,cioè con la possibilità di rimborso anticipato a una data scadenza e a condizioni predefinite. Un discorso a parte meritano le obbligazioni strutturate,che proprio in questo periodohanno provocato al risparmiatore tante sofferenze (non tutte…)Le strutturate si dividono in sottosegmenti:Le obbligazioni reverse floater sono obbligazioni a 15-20 anni che offrono inizialmente un tasso fisso molto appetibile ma,dopo i primi anni,la cedola diventa variabile ed è calcolata sottraendo a un valore fisso un rendimento variabile.Le reverse convertible sono obbligazioni agganciate a titoli reverse convertible azionari che offrono un tasso di interesse elevato e danno la facoltà di essere convertite in azioni.Le obbligazioni covered bond o garantite offrono doppia protezione:oltre a quella della banca emittente viene,infatti,aggiunta la garanzia del portafoglio dei mutui ipotecari oppure dei prestiti di alta qualità. Le obbligazioni equità linked sono titoli di cui il rendimento e legato alla performance di un’attività finanziaria sottostante che può essere rappresentata da un titolo azionario,da un indice di Borsa,da un paniere di titoli o indici. Durano mediamente 3-7 anni,prevedono rimborso integrale a scadenza del capitale investito e offrono un rendimento minimo garantito inferiore ai tassi di mercato. In generale,quasi tutte queste obbligazioni sono complesse da capire. Se non ti è ben chiaro quando perdi e quando guadagni,lascia perdere.Pronti contro termine; è un’operazione attraverso la quale il risparmiatore acquista dalla banca,pagando subito,in contanti,un certo quantitativo di titoli. La banca,a sua volta si impegna a riacquistare,a una certa scadenza prefissata e a un prezzo dato,la medesima quantità di titoli. La durata dell’operazione generalmente varia da 1 a 3 mesi.Scuderia Banco PostaConto corrente Banco Posta: Consente la stessa operatività di quello bancario. La ritenuta fiscale sugli interessi è pari al 27%.Libretto di risparmio postale:possono essere nominativi o al portatore. Per il 90% sono al portatore,il loro saldo non può superare i 12.500 euro. Gli interessi vengono accreditati alla fine dell’anno solare. Sugli interessi grava una aliquota fiscale del 27%.Libretti intestati ai minori:sono nominativi e intestati esclusivamente a minori. Il versamento minimo è di 10 euro. Non sono consentiti versamenti che determinino un saldo superiore a 10.000 euro. Sono di tre fasce. La A intestata ai minori da 0 a 12 anni, B ai minori di età compresa tra i 12 e i 14 anni, C ai minori tra i 14 e i 18 anni.Buoni fruttiferi postali ordinari: sono nominativi,non sono cedibili e non e non possono essere dati in pegno. L’interesse è calcolato e riconosciuto ogni due mesi. Durata massima 20 anni.Buoni fruttiferi postali ventennali e a 18 mesi: i primi possono essere emessi in tagli da 50 a 5.000 euro. La durata massima e di 20 anni. I secondi hanno tagli da 50 euro.Buoni fruttiferi postali indicizzati a scadenza: la loro indicizzazione è riferita al Dow Jones Euro Stoxx 50. Sono liquidati al termine del quinto o settimo anno.Buoni fruttiferi postali “premia”:emessi per la prima volta nell’ottobre 2007,sono indicizzati al Dow Jones Euro Stoxx 50. Sono liquidati al termine del settimo anno successivo alla data di sottoscrizione.Buoni fruttiferi postali “indicizzati all’inflazione “:nominativi durata massima 10 anni. Prevedono tassi di interesse fissi nominali annui. Emessi con tagli pari a 250 euro e multipli.Buoni fruttiferi postali dedicati ai minori di età:la scadenza naturale è fissata al compimento del 18° anno di età del minore. Il taglio è di 50 euro e multipli.Scuderia Stato ItaliaBot (buoni ordinari del tesoro):sono titoli a breve termine emessi dal ministero del Tesoro per provvedere alla copertura del fabbisogno statale. Il meccanismo è semplice: si paga una certa cifra e,a scadenza,se ne ottiene una maggiore. Non hanno cedole. La durata è di 3,6,12 mesi.Ctz (Certificati Tesoro zero coupon): sono identici ai Bot, ma con durata più lunga: 24 mesi. Non prevedono cedole, gli interessi sono percepiti dal risparmiatore tutti insieme alla scadenza del titolo e sono dati dalla differenza tra prezzo di rimborso e prezzo di sottoscrizione.Btp (Buoni del Tesoro pluriennali): sono titoli a medio e lungo termine emessi dal ministero del Tesoro. La durata è di 3, 5, 10, 15, 30 anni. Gli interessi che danno al risparmiatore sono predeterminati in misura fissa e vengono corrisposti semestralmente in via posticipata con lo stacco di successive cedole.Btpi (Buoni del Tesoro pluriennali indicizzati): stesse caratteristiche dei Btp, ma la durata è di 10, 15 anni. Garantiscono il rimborso del capitale e gli interessi maturano in funzione della crescita dell’inflazione europea.Cct (Certificati di credito del Tesoro): sono titoli il cui rendimento è legato al rendimento dei Bot. Hanno durata a 5 e 7 anni. Gli interessi vengono corrisposti posticipatamente con cedole semestrali.Che cosa succede se i titoli di Stato già emessi quando i tassi di interesse salgono o scendono? Se la Banca centrale alza i tassi significa che il denaro, tendenzialmente, diventa più caro per tutti. Anche per il governo che deve emettere Bot, oltre che per i consumatori che troveranno più salate le rate dei mutui, ma contemporaneamente sarà più elevata anche la remunerazione, almeno quella nominale dei titoli di Stato. Significa, quindi, che le aspettative del mercato sono per cedole più alte nei titoli di nuova emissione.Quindi, se leggete o sentite il tg affermare che in Italia i tassi di interesse salgono, puntate subito sui Bot e Cct e vendete il Btp.Al contrario, se i tassi di interesse sono in discesa, i titoli che si apprezzeranno di più sono i Btp.Scuderia risparmio gestitoFondi comuni di investimento: si tratta di masse di denaro investite da più risparmiatori che vengono usate da gestori professionisti per acquistare azioni, obbligazioni, titoli di Stato e liquidità. Le varie tipologie di fondi incorporano ognuna un diverso grado di rischio, che cambia a seconda dei titoli che il gestore può inserire in portafoglio. Conoscere le caratteristiche è utile per chi vuole distribuire il rischio in un mix di fondi.I fondi si dividono in alcune categorie; ecco le principali:v fondi liquidità: sono quelli che investono il loro patrimonio in misura prevalente in obbligazioni e in titoli di Stato a breve termine.v Fondi obbligazionari: anche in questa famiglia i titoli di Stato e le obbligazioni rappresentano l’investimento principale. In questo caso, non esistono vincoli di durata e, quindi, i gestori possono orientarsi su scadenze differenti basandosi sulle loro previsioni di andamento dei tassi.v Fondi bilanciati: investono in modo equilibrato tra titoli azionari e titoli a reddito fisso.v Fondi comuni di investimento: masse di denaro investite da più risparmiatori che vengono usate da gestori professionisti.v Fondi azionari:possono arrivare a investire l’intero portafoglio in azioni. Sono esposti alle fluttuazioni della Borsa e possono generare nel breve periodo delle perdite o degli ottimi guadagni.v Fondi flessibili: una categoria molto ampia in cui è difficile segmentare i prodotti. Generalmente, il gestore ha più libertà di azione e, quindi, se è capace, può ottenere risultati migliori. Se tutto scende, ovviamente, anche lui è penalizzato.v Fondi di fondi: caratteristica principale è l’ampiezza della diversificazione possibile. Al loro interno possono essere inseriti fondi molto specializzati, ciascuno dei quali gestito da uno specialista. In pratica, si realizza la “gestione dei gestori”.v Fondi immobiliari chiusi: sono gestiti direttamente da società che investono in patrimoni immobiliari o in società immobiliari. Sono chiusi perché hanno una data di inizio dell’investimento e una scadenza che di solito varia tra 5 e 10 anni.Gestioni patrimoniali mobiliari: attraverso un mandato, la Sgr o la banca prende l’impegno di curare il risparmio del cliente comprando per suo conto titoli azionari od obbligazionari.Gestione patrimoniale in fondi: sono portafogli costruiti con fondi. Il loro punto di forza è che, con capitali anche limitati, permettono una diversificazione molto ampia e la possibilità di utilizzare le competenze di più gestori specializzati ciascuno in un certo mercato. Attenzione ai costi.Etf: seguono passivamente l’andamento di un indice di riferimento.Hedge fund: sono strumenti finanziari che utilizzano particolari strategie di gestione. Il gestore ha un’amplissima libertà di movimento. Se capace, può dimostrare tutto il suo valore senza vincoli. Sono particolarmente indicati per i risparmiatori che dispongono di grandi importi (per legge l’investimento minimo è di 500.000 euro). Anche qui ci sono fondi di fondi e fondi singoli.Unit linked: sono prodotti finanziari assicurativi che investono in fondi di investimento. Il rischio, e quindi il potenziale guadagno, dipende dall’indirizzo dell’investimento sottostante che può essere obbligazionario, bilanciato o azionario.Index linked: sono molto simili alle obbligazioni strutturate. Sotto il cappello di una polizza vita, banche o assicurazioni promotrici confezionano un prodotto composto da un obbligazione e da un derivato. Alcune sono salite recentemente alla ribalta per il fallimento della Lehman Brothers, le cui obbligazioni erano presenti all’interno di diverse index linked che oggi valgono quasi nulla.Scuderia derivati Certificates: sono strumenti di investimento emessi e garantiti da una banca e negoziabili poi sulla borsa italiana. La strategia di portafoglio cui si ispirano mira a replicare la performance di un indice pubblico (relativo a un paese, un’area, in settore).Futures: sono contratti con i quali le parti si impegnano reciprocamente a vendere o acquistare, a una data futura prestabilita, attività per lo più finanziarie, ma anche di qualsiasi altro tipo, per quantità e prezzo determinati. Il loro utilizzo richiede competenze elevate.Swaps: si tratta di operazioni finanziarie in cui due controparti si impegnano a scambiarsi flussi monetari in entrata o in uscita e a compiere l’operazione inversa a una data futura predeterminata e alle stesse condizioni del primo scambio. Il loro utilizzo richiede competenze finanziarie elevate.Opzioni: sono contratti che garantiscono il diritto, ma non danno l’obbligo, di acquistare o di vendere una determinata attività finanziaria a una certa scadenza e contro un determinato prezzo.Ce ne sarebbero poi molti altri, ma non c’è spazio per descriverli tutti.Obbligazioni:sono debiti che un’azienda o un ente pubblico contrae con i risparmiatori. Chi presta il proprio denaro è il risparmiatore, mentre l’emittente stabilisce il tasso di interesse, l’ammontare delle quote, il termine entro il quale restituirà il debito (3, 5 o 10 anni, per esempio), il numero e la periodicità di rimborso delle cedole, cioè degli interessi. Rispetto ai valori azionari, le obbligazioni rappresentano un investimento più sicuro per un normale risparmiatore (anche se ora non ci sono più certezze) ma, come ogni investimento, non sono esenti da rischi. Per esempio, nei casi in cui l’emittente non sia in grado di far fronte ai propri impegni, come insegnano recenti casi di cronaca.Quando un privato cittadino acquista obbligazioni di una società ne diventa creditore. Alla scadenza prevista, pertanto, egli ha diritto a riscuotere l’ammontare del suo credito, accresciuto degli interessi.È ancora necessario fidarsi del rating? Il rating costituisce una valutazione del rischio di credito di una società emittente di obbligazioni, ovvero una valutazione della capacità dell’emittente di assolvere gli impegni di pagamento (rimborso del capitale e corresponsione delle cedole di interesse) assunti a seguito dell’emissione delle obbligazioni. Si distingue tra rating dell’emittente e rating dell’emissione. Il rating di un emittente (detto anche rating di controparte, o issue credit rating) fornisce una valutazione globale della solvibilità di un determinato soggetto. Il rating di un’emissione valuta la capacità dell’emittente di rimborsare il capitale e corrispondere gli interessi alla data stabilita. Dopo la recente crisi finanziaria, le agenzie di rating sono state messe in discussione. È necessari rivedere il sistema di valutazione per garantire agli investitori maggiore tranquillità.PRINCIPALI AGENZIE DI RATINGMOODY’S FITCH S&P SIGNIFICATO
Aaa
AAA
AAA, AAA-
Qualità massima Massimo grado di affidabilità sia con riferimento alla capacità di pagare gli interessi periodicamente che di rimborsare il capitale. Le alterazioni delle condizioni economiche non mettono a rischio la sicurezza del pagamento del debito.
Aa, Aa1, Aa2, Aa3
AA, AA-, AA+
AA, AA-, AA+
Qualità alta Elevata affidabilità per quanto concerne il pagamento del capitale più interessi. La categoria in esame differisce solo marginalmente dalla categoria superiore.
A, A1, A2, A3
A, A-, A+
A, A-, A+
Qualità medio - alta Buona probabilità di rimborso del capitale più interessi. Tuttavia, sussiste una certa sensibilità al cambiamento delle condizioni economiche e ciò diminuisce la capacità di garantire l’integrale e puntuale pagamento degli interessi e del capitale.
Baa, Baa1, Baa2, Baa3
BBB, BBB-, BBB+
BBB, BBB-, BBB+
Qualità media Adeguata probabilità, nell’immediato, di rimborso del capitale più interessi. Tuttavia, la presenza di condizioni economiche sfavorevoli può alterare notevolmente la capacità di onorare il debito futuro.
Ba, Ba1, Ba2, Ba3
BB, BB-, BB+
BB, BB-, BB+
Qualità media-bassa La capacità di rimborso è incerta in presenza di avverse condizioni di mercato. La capacità di onorare il servizio del debito è molto bassa nel lungo periodo. Il primo punteggio della classe indica il più basso grado di incertezza.
Caa, Caa1, Caa2, Caa3
CCC, CCC-, CCC+
CCC, CCC-, CCC+
Qualità bassa Elevata probabilità di mancato rimborso delle obbligazioni. La capacità di onorare il debito è fortemente dipendente dalle condizioni economico- finanziario del mercato e del settore di appartenenza. In tal casa, si assiste a un aumento progressivo del livello di rischio.
Ca
C
CC, CC-, CC+C, C-, C+
CC, CC-, CC+C
Speculazione massima Probabilità prospettica al quanto bassa di pagamento. Generalmente, è stata già inoltrata un ’istanza di fallimento o altra procedura concorsuale. Il debitore risulta spesso inadempiente.
DDD
DDD
DDD
Default Debitore in stato evidente d’insolvenza.
Scuderia obbligazioni e azioniAzioni:chi le sottoscrive acquista una parte dell’impresa e, quindi, anche la proprietà di una parte corrispondente degli utili che questa sarà in grado di produrre e che potranno essere distribuiti sottoforma di dividendi. Il rischio di un investimento ordinario è elevato in quanto le azioni vengono remunerate solo nel caso in cui l’impresa abbia risorse superiori a quelle dovute ai terzi soggetti che partecipano al processo produttivo. D’altro canto, se l’andamento economico dell’azienda in cui si è investito continua a migliorare nel corso degli anni (in termini di fatturato, redditività, utili o riduzione dell’indebitamento), in teoria il suo valore (è per tanto il valore dell’azione acquistata) è destinato ad aumentare. Anche se, nei momenti di panico come quello che stiamo attraversando, tutto scende senza senso, sia i titoli di elevato valore sia quelli più scadenti. La remunerazione dell’investimento azionario è quindi data, oltre che dai dividendi, anche dalla rivalutazione del corso dei titoli acquistati (guadagno in conto capitale). Tipologie di azioni:§ Ordinarie: sono titoli di credito che conferiscono il diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie§ Privilegiate: attribuiscono al titolare un diritto di preferenza nella distribuzione degli utili e/o nel rimborso del capitale al momento dello scioglimento della società. La natura di questi diritti non è disciplinata. La società, quindi, è libera di definire come preferisce il contenuto patrimoniale di questi titoli§ Risparmio: possono essere emesse soltanto dalle società le cui azioni ordinarie sono quotate in Borsa, sia in sede di aumento di capitale sociale che in sede di conversione di azioni già emesse. Non possono rappresentare insieme alle azioni a voto limitato, più della metà del capitale sociale e sono ammesse di diritto alla quotazione nelle Borse in cui sono quotate le azioni ordinarie della società. Sono, inoltre, le uniche azioni che possono essere emesse al portatore, a eccezione di quelle che appartengono ad amministratori, sindaci e direttori generali che devono essere nominative.Sfera di cristallo o corrette previsioni economiche?È ovvio che tutti noi vorremmo conoscere in anticipo gli avvenimenti futuri in campo economico per trarne sicuri vantaggi. Le imprese vorrebbero conoscere in anticipo il livello della domanda per i loro prodotti per programmare, senza squilibri, la produzione. Gli investitori vorrebbero prevedere con precisione l’ andamento dell’ economia e l’ evoluzione delle variabili economiche per guadagnare sui mercati finanziari. La previsione in economia e in finanza è un arte molto difficile e complicata su regole certe, precise e infallibili. L’ interpretazione personale di chi compila le previsioni, pur se suffragate da elementi statistici, riveste un ruolo primario e fa sì che quest’ arte non possa essere considerata una scienza esatta.Quindi, diffidate sempre di chi fa previsioni.Formule matematiche? Sì, grazie!Quanto rende un Bot con e senza commissioni?Immaginiamo di acquistare in asta un Bot con scadenza tra 6 mesi (180 giorni). Il suo prezzo è pari a 98 euro.Calcolo subito la ritenuta fiscale del 12,50% che sarà: 12,50%*(100-98)=0,25.Passo, quindi, a calcolare il prezzo netto di aggiudicazione sommando al prezzo di emissione la commissione dello 0,2 e la ritenuta fiscale: 98 + 0,2 + 0,25 = 98,45.rendimento semplice netto del mio Bot.:(1,55 : 98,45)*(360:180) x 100 = 3,15%Quanto rende un fondo comune di investimento?Per valutare il rendimento di un fondo comune di investimento è sufficiente seguire la formula semplificata:Rendimento = ( VF-VI)/VIx100 dove VF sta Valore Finale, cioè il valore della quota del fondo al momento del mio rimborso e VI sta per Valore iniziale, ossia il valore del Fondo “Pippo” il 15 gennaio 2005 era 15 euro e il 15 gennaio 2006 era 18 euro, il suo rendimento è stato:(18-15)/ 15x100 = 20% Alcune altre cose… utili da sapere2.1 Che cos’è il benchmark? Il paramento di riferimento dichiarato nel prospetto informativo di ogni fondo comune con cui si confrontano i suoi risultati reali. Di solito, è un indice del mercato azionario od obbligazionario ma può essere anche un insieme di indici. I fondi flessibili non hanno benchmark.2.2 Come funziona il Pac? Il Piano di accumulo di capitale non è altro che l’ insieme di tanti piccoli versamenti ripetutamente uguali che, a cadenze regolari, confluiscono nel patrimonio di un fondo. Ma la frequenza dei versamenti non è rigida, può, infatti, essere accelerata dal risparmiatore in certi momenti o frenata a seconda delle disponibilità personali o dell’ andamento dei mercati. Con le Borse molto depresse come in questo momento, il Pac può rappresentare un efficiente soluzione per avvicinarsi al mondo dell’ investimento azionario. 2.3 Chi è l’ intermediario finanziario? Banche, assicurazioni, Sim, Sgr, finanziarie e, in generale, soggetti, vigilati dalla Consob o dalla Banca d’ Italia.2.4 Basilea 2 “Passare da Basilea 2 a Basilea 3” è un tema frequente sulla stampa di queste settimane. Fin dal 1974 opera all’ interno, dalla Banca dei Regolamenti internazionali (con sede in Svizzera, a Basilea appunto), un coordinamento dei governatori delle Banche centrali dei Paesi più industrializzati per perseguire la stabilità monetaria e finanziaria. Basilea 2 è il nome dei più recenti accordi che aggiornano Basilea 1 ( del 1988) sui requisiti patrimoniali delle banche. Secondo questi accordi internazionali, ogni banca è tenuta a rispettare un rapporto minimo fra il patrimonio di vigilanza e le attività, ognuna ponderata per un coefficiente di rischio, pari all’ 8%. Il modo in cui sono calcolate le attività ponderate per il rischio tiene conto dei rating: esterni, se di agenzie internazionali quali Moody ‘s, Standard & Poor’s e Fitch; interni, se assegnati direttamente dalle banche come base per il calcolo del requisito patrimoniale. Ciò significa che una variazione della solvibilità dei soggetti cui una banca ha concesso credito determina una variazione del requisito patrimoniale della banca. Prendiamo il caso dei mutui subprime. In seguito all’ aumento delle insolvenze dei propri affidati, le banche sono state costrette a svalutare sia gli attivi rappresentati da mutui e prestiti sia quelli rappresentati dai titoli strutturati, strumenti di mercato garantiti dagli stessi mutui. Si sono così trovate a subire un’improvvisa riduzione del patrimonio. Se, infatti, il valore dell’attivo di una banca si riduce, inevitabilmente anche il suo patrimonio tende a ridursi. Ne segue che quella che nasce come crisi di liquidità (crollo dei prezzi dei titoli strutturati generato dalla carenza di liquidità del relativo mercato) si trasforma in una crisi di solvibilità delle banche. Per questo si parla tanto di Basilea 2 a proposito degli interventi pubblici a sostegno delle banche e dell’esigenza di rivedere i criteri fissati dagli accordi di Basilea.2.5 Bretton Woods “ Una nuova Bretton Woods, occorre una nuova Bretton Woods” si legge dappertutto, Bretton Woods è una cittadina americana del New Hampshire, nella quale si riunirono, sul finire della Seconda guerra mondiale (luglio 1944), i rappresentanti di 44 nazioni alleate che definirono le regole della politica monetaria internazionale e dei commerci mondiali per il dopoguerra. Dagli accordi di Bretton Woods, il dollaro americano assunse il ruolo di valuta di riferimento internazionale. Nacque il Fondo monetario internazionale come istituzione responsabile degli equilibri commerciali nel mondo e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (World Bank).La lezione del caos monetario degli anni Trenta (in parte conseguenza della crisi del 1929), le drammatiche vicende politiche del periodo, sfociate poi nel secondo conflitto mondiale, trovarono nella conferenza di Bretton Woods il loro epilogo nello sforzo comune di gettare le basi per una stabilità economica condivisa. La drammaticità della crisi finanziaria del 2007-2008 pone l’esigenza di rifondare un sistema di regole per la finanza internazionale che aggiorni i vecchi accordi, tenendo conto dei grandi cambiamenti intervenuti negli ultimi anni, il principali dei quali è l’emergere dell’euro come moneta di riferimento per una vasta area del mondo sviluppato.PASSO 3 (COME PIANIFICARE)È un mondo difficile, è vita intensa, felicità a momenti, futuro incerto (Tonino Carotone)Innanzitutto… pianificareTi ricordi i vecchi “faldoni” della nonna Dina con dentro le banconote già divise per bisogno (spesa, medicine, eccetera) appoggiati sulla credenza in cucina? Oppure quei libretti di un tempo con tutte le righe fitte fitte dove si annotavano le entrate e le uscite? Pianificare può essere noioso, ma vivere in una roulotte è molto più faticoso…Amministrare il proprio patrimonio. Può anche essere divertente se si seguono certe regole… una è: “ricordati che senza non mangi (o quasi)!”.I numeri servono… Anche se alle volte ne faresti a meno (soprattutto, quando ci sono molti segni meno).Soprattutto nei momenti di crisi è fondamentale avere sempre sotto controllo il “cruscotto” del proprio patrimonio. Se la benzina finisce, sei in riserva e non ti trovi un distributore… sono dolori.La pianificazione finanziariaQuesto capitolo assomiglia alle istruzioni per l’uso dell’automobile… non ti spaventare, ma ti serve sapere certe cose prima di agire. Ogni decisione che prendiamo non è giusta o sbagliata in assoluto, ma lo è rispetto aglio obbiettivi che ci poniamo. La pianificazione riguarda diversi aspetti, tutti singolarmente importanti, che però vanno considerati come un insieme unico. In questo Passo, per motivi di spazio, vedremo solo la pianificazione finanziaria e alcuni accenni di pianificazione previdenziale.Comunque, ricorda che una corretta pianificazione del patrimonio si compone di:1.Pianificazione finanziaria2.Pianificazione previdenziale3.Pianificazione assicurativa4.Pianificazione immobiliare5.Pianificazione successoria6.Pianificazione fiscaleSecondo Gary Becker, premio Nobel per l’economia del 1992, ogni famiglia è una piccola grande impresa. Becker, infatti, affermava“Ho vinto il premio Nobel per aver applicato l’analisi economica ai temi sociali, in particolare alla formazione, struttura e dissoluzione della famiglia; tutti noi riconosciamo che la gente fa una valutazione dei costi e dei benefici nel prendere decisioni riguardo a semplici acquisti come un abito, una automobile o un chilo di frutta. Io sostengo che questa valutazione sia applicata a qualsiasi decisione umana.” La famiglia S.p.A. può avere un amministratore unico, come il nostro amico, Andrea Bensi di Milano, oppure essere più tradizionale, con due amministratori (marito e moglie), anche se alla fine comanda quasi sempre solo uno… insomma, deve essere vista proprio come una vera azienda. Infatti anche la famiglia ha a che fare con entrate e uscite e intrattiene quotidianamente rapporti con fornitori di beni e servizi.La famiglia di Roberto e Paola Parodi di Genova, la Parodi S.p.A. (ma lo stesso principio vale anche per Andrea, che vive da solo e che, quindi, ha un’unica fonte di rendimento), è un’azienda che nell’ultimo biennio, a causa dell’aumento del costo della vita, ha avuto difficoltà a chiudere l’anno con il segno positivo. Per molti titolari (capofamiglia), dopo la terza settimana del mese, i soldi vengono a mancare e anche l’acquisto di beni di prima necessità diventa un problema.Come per un’impresa ben gestita, per i Parodi e per Andrea diventa indispensabile far quadrare i conti. L’ammontare di denaro che risulta dalla differenza tra entrata ed uscita sarà la quota destinata al risparmio.Lo strumento di controllo e di pianificazione che permetterà loro di ottimizzare le risorse economiche prodotte è il bilancio familiare.Questo è importante sempre, ma lo è ancora di più nei momenti di crisi che stiamo attraversando. Occorre essere sempre al peggio: se poi le cose vanno diversamente tanto meglio.Farsi cogliere impreparati è molto pericoloso… ricordati sempre della famosa famiglia americana finita a vivere in una roulotte.La pianificazione finanziaria è il percorso che porta ad analizzare la tua situazione patrimoniale (i tuoi beni) e la tua situazione reddituale (le tue entrate e le tue spese) definendo e seguendo nel tempo l’evolversi degli obiettivi della tua famiglia.In ogni punto di questo processo, Roberto e Paola Parodi avranno registrato tutti gli elementi necessari a impostare una corretta strategia finanziaria (Andrea Bensi è un ragioniere, quindi lo fa da sempre).Il percorso si compone di numerose tappe, vediamo quali sono le principali:1 definire con precisione ciò che la famiglia possiede: il patrimonio2 calcolare il reddito nell’interezza dei componenti e le spese effettuate: redditi totali meno spese totali3 definire quali esigenze specifiche abbiano i componenti della famiglia4 stabilire gli obiettivi finanziari legati ai bisogni di vita reali:fissata la meta da raggiungere, bisogna tracciare il percorso5 decidere quali strumenti finanziari utilizzare, tenendo presente le necessità che ogni singolo componente potrà avere nel tempo6 decidere chi potrà supportarci nel trovare le soluzioni di investimento che più rispondono ai desideri e alle necessità, come vedremo bene nel Passo 4 (meglio soli che male accompagnati… ma qualcuno capace si trova)7 stabilire la frequenza con cui verificare le soluzioni di investimento scelte inizialmente
ATTIVITÀ
PASSIVITÀ
Attività a breve termine
Debiti personali
C/corrente
Prestiti
Bot
Rate acquisiti
Fondi liquidità
Mutuo ipotecario
Fondi monetari
Carte di credito
Pronti contro termine
Tasse da pagare
Altro
Scoperto di c/c
Altro
Stato patrimoniale
Attività a medio/lungo termine
Ctz, Cct e Btp
Obbligazioni
Casa di residenza
Casa vacanze
Buoni postali fruttiferi
Fondi obbligazionari
Fondi bilanciati
Fondi azionari (azioni)
Fondi flessibili
Fondo pensione
Opzioni
Futures
Gpm/Gpf
Polizze vita
Crediti
Monete, oro, gioielli, francobolli
Oggetti antiquariato
Altro
Totale Attività Totale passività
TOTALE ATTIVITÀ – TOTALE DEI DEBITI = RICCHEZZA NETTA €_____________________Dopo lo stato patrimoniale, il secondo passaggio farà capire alla famiglia Parodi e all’amministratore unico Andrea da dove arrivano i soldi, dove vanno a finire ma, soprattutto, quanti ne restano sul loro conto corrente a fine mese. Questa è la sezione su cui i Parodi dovranno lavorare di più, ma sarà tempo ben speso. Un ottimo aiuto, per Roberto e Paola, potrebbe essere tenere una sorta di “libro mastro” (ti ricordi i faldoni di nonna Dina…) nel quale annotare quotidianamente le spese suddividendole in diverse categorie sulla base dei differenti obiettivi (per esempio acquisto automobile, frigorifero, viaggi, salute…). Parleremo di questo anche nel Passo 4, ma uno dei principali della pianificazione è proprio quello di suddividere il risparmio sulla base dei diversi obiettivi reali che spesso coincidono con diversi orizzonti temporali. Se ti servono i soldi da qui a brevissimo termine, per esempio, lascia perdere le azioni e concentrati su altri strumenti. I tuoi investimenti finanziari, assicurativi ma anche immobiliari devono, quindi, tenere conto di queste considerazioni.Il lavoro sul bilancio familiare è, di fatto, il cardine attorno al quale ruotano la pianificazione finanziaria e gli investimenti possibili futuri.Gli elementi principali sono:I ricaviChi non lavora… non fa l’amoreSoprattutto chi non ha grandi patrimoni deve fare affidamento sul proprio lavoro. I più fortunati possono contare anche sulle rendite (per esempio: gli affitti che vengono pagati dagli inquilini). È fondamentale, quindi, fare una proiezione delle possibili variazioni di reddito futuro sulla base degli elementi che ciascuno in parte possiede (possibilità di carriera, incremento del volume di affari, rendite da eredità o donazioni, eccetera). Certo, oggi il futuro è così incerto che non risulta un esercizio facile. Come consiglio, però, cerca di usare sempre un approccio prudenziale (meglio sbagliare per difetto che per eccesso), e non contare sulla vincita al Superenalotto…).Le speseEsiste una vasta letteratura, di matrice statunitense, che si occupa di fornire strategie e suggerimenti su come ridurre le proprie spese. Di questo aspetto non ci occupiamo, perché nel modello di spesa di ciascuno sono incorporate le caratteristiche psicologiche, oltre che le indicazioni su bisogni, obiettivi e vincoli.Se il modello di spesa corrente è sostenibile e coerente con gli obiettivi strategici, probabilmente non c’è motivo di cambiarlo, perché così facendo si rischia di compromettere equilibri psicologici altrettanto importanti.In altre parole, per qualcuno è meglio uscire a cena una volta in più, se questo rende felici, piuttosto che guardare il salvadanaio pieno tutto il giorno in una stanza buia.Allo stesso modo, però, è necessario capire quando un modello di spesa non è sostenibile(o non lo è più), come ad esempio quando si ha un tenore di vita da single mentre si devono mantenere dei figli o dei parenti più anziani, modello che può erodere il patrimonio a ritmi eccessivi, oppure quando si conta troppo sulle spalle dei genitori (in Italia siamo dei maestri del genere, soprattutto i più giovani).Questo si chiama vivere al di sopra delle proprie possibilità.Per fortuna, nel nostro Paese questa tendenza riguarda poche persone, anche se si tratta di un fenomeno in crescita e il credito al consumo esasperato, con tutti quegli slogan “compra oggi e inizi a pagare tra due anni…”, non aiuta.Analogamente, un modello di spesa potrebbe essere compatibile con obiettivi strategici ai quali non si vuol rinunciare: capita che le famiglie spendano cifre esagerate per vacanze, beni di consumo e altro, senza avere calcolato in precedenza quanto avrebbero dovuto risparmiare per potersi permettere di cambiare l’auto o per mantenere un tenore di vita adeguato negli anni della pensione. Soprattutto in questo caso, l’analisi del bilancio familiare fornirà le informazioni e le cifre sulle quali lavorare per imboccare la strada giusta.Alla fine, il bilancio familiare dirà ai nostri Roberto, Paola e Andrea quanto risparmiano e, quindi, quanto possono investire. Si tratta di un punto fermo importante.Conto Economico
ENTRATE
SPESE
Entrate fisse
Spese fisse
Stipendio marito
Affitto abitazione
Stipendio moglie
Rata mutuo
Redditi da lavoro autonomo
Spese condominio
Redditi da capitale
Riscaldamento
Interessi e cedole
Bollette casa
Assegno per pensione
Auto & Moto(assicurazione e tasse)
Rendite varie
Assicurazione abitazione
Dividendi
Assicurazioni sanitarie
Locazioni
Debiti extramutui
Altro
Inps
Tasse sulla proprietà
Altro
Totale Entrate Fisse
Totale Spese Fisse
ENTRATE
SPESE
Entrate variabili
Spese variabili
Benefit
Alimentari
Plusvalenze da capitali
Abbigliamento
Rimborsi fiscali
Viaggi/vacanze
Realizzo beni immobili
Trasporti
altro
Seconda casa
Auto (benzina e tagliandi)
Polizze vita e/o Fondi pensione
Spese figli
Varie
Altro
Totale Entrate Variabili
Totale Spese Variabili
Totale Entrate
Totale Spese
TOTALE ENTRATE-TOTALE SPESE= SURPLUS O DEFICIT TOTALE €________La gestione del debito e il Fondo emergenzeLa riduzione dei propri debiti è uno dei modi migliori per aumentare la propria ricchezza netta, in quanto si riducono gli interessi passivi che si pagano. Per la famiglia Parodi S.p.A. o per Andrea Bensi, i debiti più onerosi sono fondamentalmente due: il mutuo ipotecario sulla prima casa (o l’affitto) e quelli legati al credito al consumo, ovvero carte di credito, pagamenti rateali, eccetera.Nel mutuo ipotecario è importante tenere conto dell’effetto della detraibilità degli interessi. Inoltre ricordati che indebitarti per la casa consente, tuttavia, di tenere per te del denaro liquido che può andare a costituire il cosiddetto “Fondo emergenza”.Il Fondo emergenza va usato per gestire spese impreviste. È il classico paracadute di sicurezza.Per determinare il suo valore, Roberto e Paola dovranno tenere conto delle fonti di reddito, dei propri debiti, della stabilità dei loro impieghi, della loro tolleranza verso il rischio. Mediamente, un buon Fondo emergenza dovrebbe consistere, più o meno, in sei mesi di reddito familiare.Gli obiettivi finanziari per età dei componenti della famiglia Parodi S.p.A.Una volta compilati i due documenti, Stato patrimoniale e Conto economico, e aver definito il Fondo emergenza, è necessario inquadrare gli obiettivi finanziari per fascia di età dei componenti della famiglia.Nelle pagina seguenti, trovi un semplice schema che non ha la pretesa di essere esauriente, ma serve solo a farti riflettere.Nella prima fascia di età immaginiamo, per il nostro signor Parodi, il termine delle sue attività formative (medie, superiori, università, master, eccetera…) e l’inizio dell’attività lavorativa.Le priorità sono definite dalla necessità di trovare un impiego e dalla costituzione di un nucleo familiare.Le entrate di Roberto sono legate, normalmente, a redditi medio-bassi e le sue prospettive sono incerte.Il suo grado di consumo è basso, così come è la produzione di risparmio. Possono esserci situazioni di indebitamento a lungo termine, sia per l’acquisto della prima casa che di altri beni.Nella seconda fascia si verifica, per il nostro Roberto Parodi, il consolidamento della propria attività professionale, spesso caratterizzata da avanzamenti di carriera o cambiamenti che possono migliorare significativamente il suo reddito. Anche se, ahimè, oggi il reddito può diminuire se, per esempio, non si lavora per un certo periodo. Il mondo è cambiato, il posto sicuro non esiste quasi più, occorre ricordarselo… anche quando si parla di obiettivi finanziari.Aumentano i consumi, in funzione di un prevedibile sviluppo del nucleo familiare. Il risparmio aumenta se va tutto bene, ma aumenta anche l’indebitamento a lunghissimo termine per l’acquisto della prima casa, ora necessariamente più grandi per le accresciute esigenze.Nella terza fascia troviamo il sig. Parodi al culmine della propria carriera professionale; se è andato tutto bene… (oggi, come abbiamo visto, non ci sono più certezze) potrà accedere alla liquidazione e nel contempo il suo nucleo familiare potrebbe ridursi. L’indebolimento è basso o assente. Potrebbe decidere di acquistare la seconda casa (sempre che gli serva veramente e che sia utile… da sempre, in Italia, questo è in concetto che piace). L’acquisto di un appartamento, infatti, non sempre è un affare, anzi molti non considerano tutte le spese che ci sono dietro… ma di questo ne parleremo magari in un futuro Vademecum Blu.Nella quarta fascia arriva il pensionamento e, quindi, normalmente la drastica riduzione del reddito. La dinamica dei consumi è stabile e la propensione al risparmio scende.E purtroppo sappiamo tutti che, in futuro, la pensione sarà sempre più bassa, o addirittura, per i giovani di oggi, quasi non ci sarà più.
ESIGENZE
18-35 ANNI
36-45 ANNI
46-65 ANNI
OLTRE I 65
1
Riserva liquidità per le spese di tutti i giorni
Riserva liquidità per le spese di tutti i giorni
Riserva liquidità per le spese di tutti i giorni
Riserva liquidità per le spese di tutti i giorni
2
Tutela del reddito del capofamiglia con coperture caso morte e invalidità permanente
Tutela del reddito del capofamiglia con coperture caso morte e invalidità permanente
Tutela del reddito del capofamiglia con coperture caso morte e invalidità permanente
Tutela del reddito del capofamiglia
3
Crescita del capitale nel medio periodo per acquistare prima casa
Crescita del capitale nel lungo periodo per l’istruzione universitaria dei figli
Crescita del capitale nel medio-lungo periodo a scopo pensionistico
Rendita integrativa della pensione
4
Crescita del capitale nel medio periodo per l’istruzione universitaria dei figli
Copertura sanitaria integrativa (per figli più piccoli in particolare)
Copertura sanitaria integrativa
Copertura sanitaria integrativa
5
Copertura sanitaria integrativa (per figli più piccoli in particolare).Crescita del capitale nel lungo periodo a scopo pensionistico
Crescita del capitale nel medio periodo
Crescita del capitale per eredità dei figli
6
Crescita del capitale nel breve periodo per spese rilevanti auto, vacanze, ecc… )
Crescita del capitale nel medio periodo per acquistare una seconda casa
Crescita del capitale nel medio periodo per acquistare una seconda casa
7
Tutela del reddito del capofamiglia con coperture caso morte e invalidità permanente
Tutela del reddito del capofamiglia con coperture caso morte e invalidità permanente
Cari figli, ma quanto costate …Una ricerca recentemente presentata dal dipartimento di scienze economico dell’Università di Verona ha calcolato la spesa mensile che ogni famiglia italiana destina ai propri figli, bambini o adolescenti. La ricerca rileva il costo medio mensile per un figlio confrontando la spesa per diverse fasce di età: secondo i ricercatori veronesi, da 0 a 5 anni si spendono 252 euro mensili, fra i 6 e i 14 anni 212 euro e fra i 15 e i 18 anni 232 euro.È il primo figlio a incidere in maniera più rilevante sul budget familiare: la coppia, fino ad allora senza bambini, deve far fronte a un costo aggiuntivo di mantenimenti per il neonato pari a quasi il 20 % in più rispetto al passato.In caso di genitore unico, questo costo (che rimane più o meno lo stesso fino ai 6 anni di vita del bambino) sale al 38,7% del bilancio familiare.Lo studio sui costi del “fare famiglia” dimostra poi il costo del mantenimento dei figli non varia molto rispetto al reddito o alla regione di provenienza.Certo, alla fine i figli sono la cosa più bella del mondo, per cui è sempre meglio risparmiare sull’automobile e le vacanze…La Pianificazione previdenziale: cenniSecondo una recente immagine condotta da un autorevole istituto di ricerca, il 90% dei capifamiglia Parodi ritiene che il risparmio sia fondamentale per far fronte al proprio futuro, soprattutto alla luce delle più lunghe aspettative di vita.Un italiano su due confessa che tale problematica è fonte di ansia e preoccupazione. “Sarò in grado di sopravvivere senza lo stipendio che regolarmente percepisco e che domani sarà drasticamente ridotto?”. La soluzione vincente sta nell’impostare una corretta pianificazione previdenziale attraverso un’analisi attenta che consentirà di arrivare a determinare le risorse necessarie e di selezionare gli strumenti più adeguati per garantirsi la tranquillità del domani.“Pensare presto a costituirsi una seconda pensione non sarà più un dovere ma un piacere.”Il pensionamentoÈ lo strumento che permetterà di arrivare alla sospirata pensione con un capitale finale importante, che si andrà a sommare con quello maturato dalla pensione obbligatoria.L’obiettivo è quello di ottenere un importo vicino al 70-80% dell’ultima retribuzione. La tabella seguente va intesa come un compito da svolgere al più presto.QUANTO SARÀ LA MIA PENSIONE RISPETTO ALL’ULTIMO STIPENDIO? 30% 40% 50% 60% 70%Per arrivare al 75% dell’ultimo stipendio dovrò accantonare ogni anno, a seconda di quanto manca alla quiescenza, in percentuale sul mio stipendio lordo, il…
35 anni
10%
8%
5%
3%
1%
30 anni
15%
12%
8%
5%
2%
25 anni
23%
18%
13%
8%
3%
20 anni
20%
12%
4%
15 anni
6%
Il vantaggio fiscaleI contributi versati alle forme di previdenza complementare, escluso il Trf, sono interamente deducibili dal reddito Iperf fino a un massimo di 5.164,57 euro. Ne deriva per l’aderente un risparmio fiscale che varia in funzione del livelli del reddito.ESEMPIO VANTAGGIO FISCALE PER LAVORATORE AUTONOMO
REDDITO COMPLESSIVO €
ALIQUOTA IRPEF
IMPOSTE €
CON CONTRIB. AL FONDO €
NUOVA ALIQUOTA IRPEF
NUOVA IMPOSTA €
VANTAGGIO FISCALE €
40.000,00
28,80%
11.520,00
5.164,00
27,44%
9.558,00
1.962,00
50.000,00
30,64%
15.320,00
5.164,00
29,79%
13.358,00
1.962,00
60.000,00
32,12%
19.720,00
5.164,00
31,29%
17.158,00
2.562,00
70.000,00
33,39%
23.370,00
5.164,00
32,78%
21.253,00
2.117,00
100.000,00
36,17%
36.170,00
5.164,00
35,80%
33.948,00
2.222,00
Le nuove regole per impostare una corretta Pianificazione previdenziale1 Avere vivo il desiderio di vivere una vecchiaia serena. Gli anziani hanno ormai cambiato la propria identità sociale: sono figure che godono di discreta salute, voglia di consumare, viaggiare, fare progetti.2 Verifico e quantifico il mio tenore di vita in attività di lavoro. L’analisi di tutte le forme di reddito, considerando anche le attese sulla relativa durata ed evoluzione, è fondamentale per determinare la principale fonte di risorse che contribuirà al perseguimento del mio obiettivo previdenziale.3 Prima comincio a pianificare la mia pensiona meno sacrifici dovrò fare. Se comincio ad accumulare a 50 anni, dovrò accantonare ogni mese fino a 20 volte quanto avrei dovuto risparmiare se fossi partito a 30 anni per raggiungere lo stesso risultato.4 Più tardi smetterò di lavorare, meno bisogno avrò di integrare la mia pensione. Infatti, se andrò in pensione a 60 anni invece che a 65, dovrò risparmiare fino a cinque volte tanto se vorrò integrarla.5 Verifico e quantifico il tenore di vita atteso nella terza età. Valuto in modo razionale quelli che saranno le necessità e i desideri futuri.6 Valuto e quantifico la pensione attesa per la vecchiaia, con estrema cautela, e quantifico in modo realistico il gap (quanto manca) previdenziale. È importante rivolgersi al proprio consulente finanziario di fiducia per sottoporsi a un check up finalizzato a determinare, se esiste, il gap previdenziale. Si deve disporre di stime corretti con l’evoluzione attesa della carriera in generale e con il valore effettivo dei contributi accreditati. La differenza tra pensione e tenore di vita è solitamente in un ordine di grandezza inferiore alla stessa pensione.7 Scelgo gli strumenti finanziari ottimali rispetto alle mie esigenze.8 Adeguo il mio stile di vita alle esigenze di investimento previdenziale. Se dai check up è emerso un gap importante, è necessario intervenire immediatamente. La quota di risparmio da destinare alla costruzione della pensione futura dovrà impormi sacrifici e rinunce che un giorno saranno ricompensati.9 Dovrò essere sempre coerente con le decisioni comportamentali assunte e verificherò periodicamente il rispetto delle precedenti condizioni. La disciplina e la costanza sono il segreto per arrivare alla fine del piano con i risultati raggiunti.Gli strumenti che formano la previdenza complementare sono: i fondi pensione chiusi (detti anche fondi pensione negoziali o fondi pensione ad ambito definito), i Fondi pensione aperti e i Pip.PASSO 4 ( CHE FARE )Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti la perderanno intorno a te dandotene la colpa … e a tener duro quando niente più resta in te tranne la volontà che ingiunge : “Tieni duro!” … il mondo sarà tuo allora, quanto contiene, e –quel che più conta- tu sarai Uomo, ragazzo mio! (Rudyard Kipling )Usi la pancia … o usi la testa?Resta sempre informato cercando le fonti corrette Dedica il giusto tempo alla gestione del tuo patrimonio. Non smettere di informarti perché il mondo intorno cambia di continuo. Ma non esagerare: è una maratona … e se guardi ogni minuto l’orologio (il giornale, le quotazioni) scoppi!!!Se ti accontenti godi … così così (e ultimamente nemmeno un po’)Fai domande emetti sempre alla prova le conoscenze e le capacità del tuo interlocutore finanziario. I tuoi risparmi meritano il giusto rispetto.Conosci meglio te stesso … anche in relazione alla gestione del patrimonio Comprendi bene il rapporto con il tuo denaro e cerca di capire quanto sei capace di gestire una forte perdita o un guadagni elevato. Depressione ed euforia sono cattive consigliere!Non seguire il gregge Sa tutti fanno la stessa cosa, è pericoloso imitarli. Generalmente, i guadagni i il contenimento delle perdite si ottiene facendo il contrario di quello che fanno tutti. Non è semplice, ma è una delle leggi base per non cascarci più. Non devi essere un esperto di psicologia, basta un po’ di coscienza anche per riuscire a trovare il giusto intermediario.Prologo Tutti noi investiamo dei soldi per avere più soldi.O, come minimo, per conservarne il valore. E, su questo punto, non ci sono dubbi. Si può solo discutere su quanto siamo disposti a rischiare ( questa è una regola base alla quale nessuno sfugge … diffidate da chi afferma il contrario). Siamo però esseri umani 8per fortuna) e, in quanto tali, normalmente influenzati da alcuni sentimenti: paura, euforia, avidità, emulazione. Sentimenti particolarmente presenti quando parliamo della gestione dei nostri soldi.Chi non si è trovato nella condizione di comprare dei titoli o dei fondi azionari- magari consigliato da un amico di infanzia che a tempo perso naviga su internet- che poi hanno iniziato a salire vorticosamente? Oppure al contrario, chi non ha comprato titoli o fondi che, poi, hanno iniziato a scendere in picchiata (oggi, ahinoi, è più attuale questo secondo esempio) ? Cosa hai avuto voglia di fare subito dopo? Se la risposta più ovvia è stata quella di comprare ancora, nel primo caso, e di vendere subito, nel secondo, benvenuti nel mondo della finanza emotiva (Rifletti!!!)Nello stesso tempo, però, se ti ritrovi in questa descrizione e ne sei consapevole, il più è fatto (Rallegrati)L’emotività è una bella cosa, non c’è niente di male a essere emotivi, basta solo essere consapevoli e sapere come controllarla (questo vale anche quando si parla di altri campi dell’umano agire …).Quanto contano psicologia e metodo nella gestione del tuo risparmio?Tantissimo e lo affermano importanti studi.La finanza comportamentale (che, come dice il nome, sottolinea il rapporto che c’è tra emozioni e gestione del denaro) è una disciplina rigorosa che, sebbene nata negli anni 60, ha tratto alimento dalle clamorose evidenze empiriche sul comportamento dei mercati finanziari e degli investitori degli anni 1999-2002. Daniel Kahneman è il nome più celebre della finanza comportamentale. Psicologo, ricevette nel 2002 il premio Nobel per l’economia, per i suoi studi sui meccanicismi decisionali nella sfera della finanza. Quello che è accaduto in questi ultimi mesi conferma questa teoria. Alcune giornate di settembre e ottobre 2008 resteranno nella storia come esempi di fenomeni di panico collettivo. Quando parliamo delle decisioni in condizioni di incertezza, come è successo negli ultimi mesi, spesso sbagliamo e per decidere ci affidiamo a delle “regole del pollice”.“Le “regole del pollice” sono delle scorciatoie mentali che, in molti casi, ci portano alla risposta sbagliata facendoci credere che sia quella corretta”Volete chiamarla regola delle “spanne”, o del “più o meno”, del “grosso modo”? Beh … il risultato spesso è il medesimo.Desolante... Facciamo un esempioImmaginiamo di dover partire per le vacanze estive in automobile e di voler tentare una cosiddetta “partenza intelligente” , ovvero cercare di raggiungere la località di destinazione nel minor tempo possibile rispetto agli altri automobilisti. Per far ciò, dovremo decidere semplicemente due cose: 1.Quale strada percorrere (scegliere i mercati più adatti su cui operare)2.Quando percorrerla, cioè considerare quale sia il miglior momento per partire (quando investire).In questo contesto- applicando la Teoria della finanza comportamentale al traffico- si scoprirebbe che non solo gli automobilisti, in condizioni di incertezza, attuano comportamenti ripetuti, ma anche che il traffico stesso (inteso come la somma dei comportamenti collettivi) presenta un andamento ciclicamente ricorrente che si può prevedere e di cui si può appunto approfittare (cosa che consigliamo vivamente, anche perché altrimenti ci si trova in coda con la suocera che si lamenta ogni 10 minuti). La finanza comportamentale mette a nudo gli errori che commetti nelle decisioni di investimento e dimostra anche che questi non sono casuali, bensì tutti, allo stesso modo, nella stessa direzione. Si tratta di un contagio collettivo che crea un “pensiero di gruppo” che si autoalimenta.Se stai pensando,in questo momento, che a te non capita … confermi solo che questa teoria funziona.La finanza comportamentale non può, quindi, insegnarti a diventare razionale ma può aiutarti a conoscere meglio te stesso in relazione al modo in cui ragioni, facendoti scoprire le situazioni in cui sei più portato a cadere in errore.Suggerisce pertanto che ti conviene affidarti a un metodo, se vuoi investire e gestire il rischio razionalmente: affidare le tue scelte di investimento a un insieme di principi, regole e criteri prestabiliti indipendenti dall’andamento di breve termine di mercati finanziari.Un altro esempio ... Tutti giudicano mediamente pericoloso volare e la percezione collettiva del rischio è molto alta. Questo perché, quando succede qualcosa, il risalto dato alla notizia è enorme. Ma, come sappiamo tutti, volare è molto più sicuro di tanti metodi meno “rumorosi” in termini mediatici come l’automobile. La finanza comportamentale ti aiuta a capire che viaggiare in aereo non è rischioso, anzi …! Per cui ti conviene volare non solo per andare più veloce, ma per evitare problemi e per raggiungere con minor fatica il tuo traguardo.L’applicazione rigorosa di una metodologia di investimento offre maggiori garanzie sul fatto che i risultati siano replicabili nel tempo. Investire con metodo significa rifiutare le previsioni per seguire, anche in questo caso, alcuni principi base:·Chi va piano va sano e va lontano. Approccio graduale (non investire /disinvestire tutto in un solo momento)·Meglio avere più alternative e non concentrate. Tornando all’esempio automobilistico, se ci sono diverse strade è meno probabile rimanere imbottigliati nel traffico. Fuor di metafora, questo significa “diversificazione del portafoglio”, come abbiamo visto nel Passo 2, cioè è meglio scegliere prodotti che investono di più in titoli seguendo una certa logica (così se le cose vanno male sei più tutelato), piuttosto che concentrare i tuoi investimenti su pochi prodotti, a meno che questi non siano ben diversi al loro interno.·Pensa a cosa ti servono i soldi e quando. Costruisci più portafogli sulla base dei tuoi bisogni reali o orizzonti temporali, anziché sulle prospettive dei mercati.“Proprio come faceva tua nonna Dina … Dividi mentalmente il tuo patrimonio in cartelle con su scritto “soldi per la spesa”, “per la bolletta”, “per le vacanze”. Le cartelle possono essere su computer o in un blocco, non ci formalizziamo: basta che ti aiutino …”Quali sono le scelte in condizioni di incertezza?Salute e denaro ti coinvolgono emotivamente in quanto hanno in comune tre aspetti con i quali è difficile convivere serenamente: futuro, incertezza e rischio. In generale, si dimostra che siamo sistematicamente poco capaci di gestire l’incertezza in condizioni di rischio.La tua “pancia” è in generale una guida poco valida quando hai a che fare con il rischio.Perché?Preferisci, generalmente, mettere le mani su una vincita sicura piuttosto che rischiare di vincere un po’ di più o non vincere nulla. Inoltre, odi perdere perché ti fa stare molto male e, oggi, lo dimostra anche la neuroeconomia (economia che, oltre alla pancia, analizza anche il cervello)!.Alcuni recenti esperimenti, condotti durante la risonanza magnetica, evidenziano come zone diverse del nostro cervello si “accendano” quando riceviamo un guadagno (o siamo in procinto di riceverlo), o quando subiamo una perdita (o stiamo per subirla).Rudyard Kipling, nella sua splendida poesia IF, consiglia di trattare la vittoria e la sconfitta (la vincita e la perdita) allo stesso modo, come due “uguali impostori” – ovvero nulla è definitivo, di per sé. Ma non è quello che normalmente si fa. Anzi. E, in effetti, chiunque abbia praticato uno sport a livello agonistico sa che la sconfitta produce- in senso relativo- un maggior dolore di quanta gioia produca una vittoria, che sappiamo già effimera come gli applausi e lo champagne che la accompagnano.Purtroppo, in generale, mentre è facile capire che cosa bisogna fare per perdere, non lo è altrettanto quando si tratta di dare delle regole per vincere. Insomma, non c’è alcuna simmetria psicologica tra vincita e perdita.La “finanza comportamentale” ti aiuta a trovare una spiegazioneSono sicuramente tante le motivazioni che influiscono sulla tendenza dei risparmiatori a investire dopo forti rialzi e a vendere dopo forti ribassi,ottenendo il contrario dell’obbiettivo che, invece, tutti perseguono: comprare basso e vendere alto.Fra queste, una delle principali è l’approccio progregge( di pecore, generalmente)dei risparmiatori, ovvero considerare che un’attività finanziaria che è salita in passato continuerà a salire anche in futuro. In realtà, i mercati finanziari sono ciclici, cioè a periodi caratterizzati da rendimenti molto positivi, seguono periodi con rendimenti inferiori e viceversa; non è immaginabile che un titolo o un mercato salgano e scendano in modo indefinito anche se l’economia, nel lungo periodo, mostra una forte tendenza alla crescita costante (almeno così è stato fino a oggi e non ci sono motivi perché questo debba cambiare).Inoltre, il comportamento dei risparmiatori evidenzia la loro difficoltà a considerare insieme aspetti di rischio e rendimento.Gli investitori nelle fasi di forte rialzo “vedono” solo il rendimento ed effettuano scelte troppo rischiose, mentre nelle fasi di forte ribasso “vedono” solo il rischio ed effettuano scelte troppo conservative. Il motivo è che si è presi da alcuni sentimenti molto forti quali avidità,e paura; spesso accompagnati anche da scarsa conoscenza. Mentre sui primi due è più difficile lavorare (ma,non è impossibile), per l’ignoranza si può fare molto… basta volerlo.Non si può pretendere che un investitore, privato o professionale che sia, si adegui a un modello di perfetta razionalità. È più importante comprendere le situazioni in cui si è portati all’errore e adottare una metodologia che suoni l’allarme in queste situazioni.Devi imparare dagli errori commessi in passatoPer capire come abbiamo vissuto questo periodo, prendiamo i dati di Banca d’Italia e calcoliamo quanto gli italiani hanno investito (comprato) o disinvestito (venduto) in azioni e quanto hanno guadagnato (o perso) ogni mese. È evidente che abbiamo prima guadagnato molto investendo in azioni (1997–1999). Poi, abbiamo perso molto (2000–2002). Ma dopo, cosa non ha funzionato (nel periodo 2003–2007)?Il problema principale nell’affrontare l’investimento finanziario non riguarda, quindi, le previsioni ma le emozioni!E allora?Allora, la regola da seguire è simile a quella dello sci quanto ci si trova di fronte a un tratto particolarmente ripido…Ovvero:anche se viene più spontaneo spostare il peso all’indietro (questa è la “natura” umana, il comportamento immediato dettato dalla paura), il peso del corpo va invece spostato in avanti sulle punte dello sci.Morale:in diverse attività umane – lo sci e la finanza, per fare degli esempi – seguire l’istinto e farla giusta non sono affatto sinonimi! Eccesso di ottimismo… eccesso di pessimismoSe ti chiedono il tuo profilo di rischi quando i mercati vanno bene, ti senti sicuro e forte nel conformare la tua tolleranza (intesa come capacità di sopportare) al rischio, nonostante sforzo di autoconvinzione.Se poi ti chiedono qual è il tuo orizzonte temporale di investimento, quasi ti offendi… lungo, naturalmente!Non hai dubbi nell’affermare la tua propensione al lungo periodo.Ma quando i mercati subiscono flessioni (e in questi giorni ne sappiamo qualcosa), improvvisamente senti di avere bisogno dei soldi, li vuoi vedere fisicamente sul conto, se potessi te li porteresti a casa e ti metteresti a contarli uno per uno.Giustamente vuoi osservarli, toccarli, annusarli per avere conferma che ci sono, che esistono. Il tuo orizzonte temporale si accorcia, diventa “adesso” e non ti interessa più il guadagno poiché vuoi solo il capitale certo. Se non ti servono veramente i soldi, se comanda la pancia, è questa uno dei momenti in cui perdi di più. Normalmente, monetizzi le perdite investendo in strumenti di breve termine dai rendimenti spesso in discesa, perché le autorità monetarie tendono a stimolare l’economia nei momenti difficili riducendo il costo del denaro. Esattamente quello che sta succedendo ora con la corsa all’acquisto dei Bot.Ecco cosa ti aspetta… se non stai attentoInfatti, se vendi dopo fortissime perdite (preso dal panico, anche se i soldi non ti servono) e investi solo in Bot, hai una sola certezza… che recupererai il tuo denaro dopo molti anni.Quindi, non cogli le opportunità che può offrire il mercato azionario dopo le fasi di forti ribassi. E non finisce qui, perché spesso ricomprerai quando il mercato sarà già risalito tanto… ma sarà troppo tardi.Questo ragionamento ha senso se riesci a gestire l’emotività e se i soldi non ti servono nel breve periodo.Quanto costa questo “giocare a nascondino” con te stesso?Chi nel 1998 ha investito nei fondi specializzati in azioni bancarie, chi nel 2000 ha sottoscritto fondi tecnologici, chi nel 2002/2003 ha acquistato obbligazioni e fondi a capitale garantito dell’orbita Lehman Brothers è poi rimasto deluso.Sapeva cosa stava comprando o viveva solo di disinformazione finanziaria ed emotività collettività?Il coinvolgimento emotivo – il denaro emoziona, anche se è difficile ammetterlo – è stata causa di errori nelle scelte di acquisto o vendita e ha portato a inseguire i prodotti finanziari di moda.Ciò, nel lungo termine, non ha dato i risultati sperati anche perché generalmente gli intermediari finanziari tendono a vendere tali prodotti, e i risparmiatori ad acquistarli, quando ormai il settore, il tema, il Paese “del momento” sono già sulla cresta dell’onda.Quindi, generalmente, troppo tardi.Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde: un’anima divisa in dueTra le leggi elementari che reggono i mercati finanziari, una afferma che rendimenti e rischi sono fra loro strettamente correlati: per poter guadagnare di più si deve anche essere disposti a poter perdere, soprattutto nel breve periodo. Si pensi all’investimento azionario: nel lungo termine ha sempre offerto rendimenti superiori alle obbligazioni, ma associati a oscillazioni dei prezzi, cioè a un rischio più elevato.Il futuro non è mai il prolungamento lineare del passato. Pertanto, l’analisi dell’andamento storico dei mercati finanziari non serve per trarre previsioni sul loro andamento futuro, ma può essere utile per comprendere le dinamiche e le leggi fondamentali. Il passato suggerisce che è possibile investire in azioni con la ragionevole certezza di guadagnare solo a patto di mantenere l’ investimento per un tempo lungo, sufficientemente lungo. Ci possono anche essere periodi abbastanza lunghi in cui questo + meno vero… ed è proprio dopo questi periodi che è ancora più conveniente investire.E per gestire i momenti difficili, che prima o poi arrivano sempre, è necessario saper controllare l’ansia e la paura, che inevitabilmente assalgono tutti.Lo S&P index dal 1825 al 2007È consuetudine affermare che ogni aspettativa di rendimento è associata a un rischio: in teoria, siamo tutti d’accordo e razionalmente consapevoli che questo è vero.Rendimenti elevati e anormali in poco tempo e perdite improvvise e inspiegabili rappresentano i due volti della volatilità, mentre il rendimento ha una sola regola: la pazienza.Nella pratica, ci comportiamo come se nel nostro cervello abitassero due persone diverse: un interruttore nascosto tra i neuroni trasforma il Dr. Jekyll in Mr. Hyde.Il Dr. Jekyll sa, infatti, che la volatilità è normale e che i mercati azionari, nel breve periodo, non vanno presi troppo sul serio, né quando “spingono” (cioè salgono molto) né quando “si ritraggono) (cioè scendono molto).Ma Mr. Hyde, sempre in agguato, si eccita di fronte ai guadagni eccezionali e pecca di lucidità davanti alle perdite: un’incredibile trasformazione avviene in condizioni di stress.Adesso: Dr. Jekyll o Mr. Hyde? Come possiamo aiutare il Dr. Jekyll a guarire dall’altra parte di sé? I conti mentali…Gli effetti della prevedibile irrazionalità si possono ridurre ricorrendo a una caratteristica tipica e scientificamente dimostrata del nostro modo di ragionare. In teoria, le nostre risorse finanziarie, cioè il nostro portafoglio di titoli, fondi e liquidità, andrebbero valutate complessivamente in termini di rischiosità e rendimento.Qui sotto, nel grafico a “torta2, ecco un esempio di portafoglio unico:In questo modo, però, è difficile rimanere ancorati ai nostri obiettivi e alle nostre esigenze quando valutiamo i risultati del portafoglio.Sappiamo che dovremmo essere disciplinati, ma l’emotività ha campo libero non trovando confini e paletti e non tarderà a manifestare i suoi effetti in condizioni di stress. I nostri bisogni finanziari sono, infatti dinamici, così come è dinamica la nostra vita.Suddividere, in modo chiaro ed esplicito, le nostre risorse per obiettivi di investimento da conseguire in definiti orizzonti temporali può essere un aiuto.Per ciascun obiettivo di investimento, dovrà essere ricercato razionalmente un portafoglio finanziario adeguato, la cui valutazione (momento emotivamente molto delicato)avverrà con specifico riferimento all’obiettivo che intendiamo raggiungere.La scelta del compagno di viaggioIl nuovo risparmiatore evoluto, quello che non vuole più scivolare sulla buccia di banana, deve iniziare a comprendere ,almeno alla base, i fenomeni che regolano la gestione del suo patrimonio. Fare da soli è, però, in molti casi pericoloso e complesso. Può andar bene qualche volta, soprattutto quando i mercati salgono, ma alla lunga è fondamentale supportare da un professionista serio che dimostri nei fatti e nella sua storia di saper fare bene il proprio lavoro. Ti curi sempre da solo? Ti difendi da solo quando hai problemi legali? Quando entri in un concessionario non chiedi nulla al venditore. Oggi è sempre più importante trovare il professionista giusto, perché il mondo è troppo veloce e complesso per rischiare con il “fai da te”.Solo che bisogna trovare (e non è facile) il consulente adatto, e, soprattutto non ci si deve lasciar prendere dalla pigrizia e si deve avere il coraggio di cambiarlo se ha tradito la nostra fiducia. Come abbiamo visto, è difficile effettuare scelte razionali soprattutto di fronte agli stress di mercato. Se sei solo o male accompagnato dai tuoi investimenti, è più facile sbagliare emotivamente. Una corretta impostazione del portafoglio per obiettivi è il primo passo che richiede uno sforzo grande e consapevole.Una sistematica attività di consulenza ci può aiutare a prendere decisioni sagge in momenti difficili, ma solo se il nostro interlocutore merita la piena fiducia. Perché alla fine si tratta di emozioni, non di previsioni.Ci sono intermediari e intermediari… e consulenti e consulentiDevi sapere che gli intermediari non sono tutti uguali. Potrà sembrarti un’affermazione pazzesca… ma è così. Il problema è che, a parte rare eccezioni, ma come in questo settore si è portati a fare di tutta l’erba un fascio. Il paradosso è che indipendentemente da i risultati, dalle strategie, dal modo di gestire i clienti, tutti gli intermediari sono percepiti come simili.Ma non è così. Siccome, però, c’è bisogno di loro, si usano questi indistintamente. È come se tu ritenessi assolutamente identico acquistare una Fiat o una Ford pensando che poi funzionano poco. Un’automobile ti serve perché devi muoverti, ma prendi la prima che capita o il primo concessionario che ti dice qualcosa… tanto sai già che sarai scontento.La scelta dell’intermediario giusto a cui affidarti richiede, quindi, molta attenzione.Tanto per iniziare, eccoti due indicazioni di massima che danno un’idea, ma che non sono assolutamente esaurienti (mi dispiace, dovrai dedicare più tempo all’analisi…):Ø Una prima regola potrebbe essere l’anzianità; gli intermediari presenti da tanto tempo dovrebbero essere maggiormente credibili anche se la storia recente – vedi per esempio, Lehman e i suoi fratelli – insegna che non sempre è così. Ma, a parità di condizioni, potrebbe essere un punto in più. Ø Una seconda regola, questa di maggior rilievo, riguarda l’analisi dei risultati sia in termini di crescita che in termini di rendimento passato offerto al cliente.Ovviamente, i rendimenti passati lo abbiamo visto scritto in tutti i modi, non sono di garanzia di rendimenti futuri, ma offrono una utile indicazione oggettiva. Così come un dato di fatto è la crescita o meno dell’intermediario.In altre parole, se ci sono alcune realtà che crescono in modo rilevante per quantità di clienti, soldi che gestiscono, consulenti, eccetera… magari un motivo ci sarà.Di chi devi diffidare (guardare con sospetto):« di chi non ama il proprio lavoro e si lamenta sempre di tutto« di chi ogni volta ti invita a prendere l’aperitivo o il caffè e non ti dice mai nulla dei tuoi investimento (il caffè va bene, ma solo dopo avermi spiegato bene come stanno andando le cose)« di chi ti propone prodotti che non capisce nemmeno lui e ogni volta arriva con la novità del mese… « di chi ti offre prodotti che sono facilmente liquidabili (in altre parole, non ti ridà in breve tempo i tuoi soldi)« di chi ti dice che sa come andranno i mercati il prossimo mese o il prossimo anno (darti un’idea del medio termine è già diverso)« di chi tende a movimentare in continuazione i tuoi investimenti perché la sa lunga… « di chi continua a proporti il singolo titolo che salirà sempre« di chi ti offre prodotti a capitale supergarantito sempre contraddistinti da nomi esotici« di chi ti offre il prodotto dell’anno che non perde maie guadagna sempre tanto« dell’intermediario che ti fa vedere un consulente diverso ogni anno. Chiediti perché… e poi, se non ti conosce bene, come fa a darti i consigli giusti?« di chi parla solo in inglese e recita a memoria la paginetta ricevuta vai email la mattina da qualche sito (spesso nemmeno quello della sua società)« di chi non si fa mai trovare e non risponde alle email « di chi non sa prendersi le proprie responsabilità« di chi non parla bene della struttura per cui lavora. Allora, perché non cambia?« di chi non ha una retribuzione legata hai risultati che porta e che ti porta.Tanto è pagato lo stesso, per cui è molto meno motivato (guai se sommato al punto 1!!!)« di chi ti dice che è indipendente ma non lo è« di chi lavora in una società che, tra le mille cose che fa, gestisce anche il tuo denaro« di chi si vede che lo fa per soldi e non è interessato a te« di chi non è in grado di proporti idee e spunti « di chi ti dice che il mondo è finito « di chi non prova ad aiutarti ed a capire perché ti preferisce ignorante (per ovvi motivi)Di chi invece ti devi fidare di più (guardare con più fiducia):« di chi ama il proprio lavoro e lo fa con passione« di chi ti conosce da tanto tempo e si è sempre comportato in modo corretto aiutandoti a gestire bene i tuoi risparmi (certo, se tutto scende non può avere la sfera di cristallo)« di chi fa vivere meglio la sua famiglia se tu resti suo cliente a lungo e sei soddisfatto« di chi si è sempre rifiutato di proporti prodotti che non capisce oppure di seguire le mode« di chi è competente e si dimostra attento alle novità del mercato (se utili, non come slogan)« di chi opera in una società che ci crede e che ha una storia credibile alle spalle« di chi nei momenti difficile sa star vicino e ti aiuta a non commettere scelte irrazionali e dettate dal panico, che hanno vita breve (se non ti servono i soldi)« di chi prova a capire« di chi ti invita a bere il caffè ma prima fa il suo dovere« di chi nei momenti difficili ti chiama e viene a trovarti spiegandoti bene cosa si può fareIn conclusione: che cosa faccio? Ma da domani (non da dopodomani)4.1 Diffondi i 4 passi e aiuta gli altri… “non cascarci più!” Consiglia a un amico la lettura della giuda utile (più persone sanno, meglio è per tutti)4.2 Ricordati che il tuo patrimonio merita più attenzione (non c’è solo la Nazionale) – Inizia a cambiare approccio verso la gestione del suo patrimonio, dedicandogli il tempo che merita una cosa importante (almeno 1/3 del tempo impiegato a vendere la Nazionale italiana di calcio). Ovviamente, se già lo fai, tanto meglio. Continua. Chiedi al tuo consulente la tua posizione dettagliata e falla analizzare da qualcun altro (anche solo per un parere).4.3 Considera che la vita è dinamica così come sono dinamici i tuoi bisogni – Rifletti su che tipo di investitore sei e su cosa ti aspetti dai tuoi risparmi rivedendoli alla luce dei tuoi reali bisogni. Dividi il tuo patrimonio secondo le diverse esigenze temporali con un occhio al momento di mercato (per esempio, se devi comprare l’auto a tuo figlio fra un anno, non mettere azioni per quella parte di patrimonio) e pensa sempre alla situazione personale nel valutare il rischio complessivo a cui sei esposto (per esempio, se sei un imprenditore rischi già con la tua azienda, per cui… cerca di essere più prudente).4.4 Non si vive di soli pregiudizi, diventa il Tom Ponzi della finanza (o l’indagatore dell’incubo…) Se non ti sei mai fatto aiutare da qualcuno perché pensi che tutta l’industria finanziaria non meriti la tua fiducia, cambia idea. Non è così. Ci sono intermediari bravi e utili; cavarsela da soli in un mondo così complesso è quasi impossibile (a meno che la dea bendata non ti sia sempre amica) fai un’attenta analisi di chi opera sul mercato e non avere paura di prendere risposte e di selezionare con calma chi ti può seguire. Lo sportello sotto casa non è sempre la scelta più corretta anche perché, volendo, c’è chi viene a casa tua anche il sabato e la domenica (e, se non lo fa, eccoti già un parametro di valutazione). Comunque, anche sotto casa possono esserci bravi consulenti… 4.5 Occhio a non bere troppi caffè o troppi aperitivi… Se c’è già chi ti aiuta, guardalo in faccia e cerca di capire se lui è la persona giusta e se la sua società merita la tua fiducia. I rapporti personali sono importanti ma non scegliere solo sulla base di questo. Diffida della dritta dell’amico dell’amico. Magari lo fa in buona fede, ma non conviene rischiare. 4.6 MiFido di te– ricordati di dare al tuo consulente tutte le informazioni che chiede (a anche di più). Un bravo professionista ha bisogno di conoscerti bene (e magari di aiutarti a conoscerti in relazione al tuo rapporto con gli investimenti). Quando vai dal medico non gli tieni nascoste tutte le informazione perché altrimenti non può darti la cura corretta. Qui vale lo stesso principio. Se non dai fiducia al tuo consulente e non lo aiuti a capire, lui non potrà far bene il suo lavoro e i problemi, dopo tutto, sono anche i tuoi. La MiFid è una normativa europea che, tra le altre novità, introduce un questionario che nasce anche con lo scopo di tutelare il risparmiatore. Compilalo con attenzione.4.7 Cerca, inoltre, di evitare questi errori di base: ·fare da solo: certo, meglio soli che male accompagnati. ·Dare sempre retta solo all’amico: fuori può esserci un mondo che vale la pena scoprire.·Investire in singole azioni o in singole obbligazioni governative: il rischio è sempre molto alto e ciò che è accaduto in questi mesi lo conferma.·Tenere tutti i soldi solo su conti correnti e in strumenti monetari: fallo solo per la parte di denaro che ti serve nel breve termine( 12 mesi).·Non dare il giusto valore al tempo:volere tutto e subito può essere molto pericoloso.·Rimandare sempre a domani: certi treni passano in fretta.·Acquistare prodotti che non capisci: chiedi, chiedi, chiedi.·Considerare solo il costo i non il risultato: la Bmw si fa pagare, ma è un’altra cosa.·Farsi prendere dall’euforia quando va bene, dal panico nei momenti difficili.·Usare mezzi di pagamento considerati non sicuri.·Pensare che l’immobile sia la panacea di tutti i male: non è così. Ci ricordiamo tutti di certe bolle immobiliari ( non ti dimenticare tutti i costi accessori di una casa… spesso nascosti). In questo settore,ne vedremo delle belle nei prossimi anni… ·Informarti troppo o troppo poco: non farla diventare un’ossesione… c’è chi è pagato per farlo, ma segui i tuoi investimenti.4.8 Cerca di smetterla di far diventare ricchi gli altriNon pensare che il mondo sia finito. Anzi, è proprio in questi momenti che si possono cogliere le migliori opportunità.Basta non fare quello che fa il gregge.Approfondimento: MiFid Che cos’è la direttiva? Un’occasione unica per il risparmiatoreLa MiFid (cioè Markets in Financial Instruments Directive) è la direttiva comunitaria che si propone di promuovere e favorire una maggiore efficienza, trasparenza, e integrazione degli intermediari e dei mercati finanziari all’interno dell’area europea.Questa normativa porterà a una vera e propria rivoluzione nell’ambito dei mercati finanziari e del risparmio gestito, nel nostro Paese e in tutta Europa.Eppure ancora oggi, secondo un’indagine di Eurisko, solo il 3% delle famiglie italiane sa di cosa si tratta. (Male!!!).Cosa garantisce la MiFid?L’avvento della MiFid garantisce: -una maggiore tutela degli investitori-un rafforzamento dell’efficienza e della trasparenza dei mercati-uno stimolo alla concorrenza tra gli intermediari.MiFid vuole garantire agli investitori privati un grado di tutela molto elevato, esaltando il ruolo della consulenza personalizzata. Quando comprate un abito, oppure un vino, potete richiedere diversi livelli di servizio e di personalizzazione: dal sarto a domicilio al grande magazzino. Così, da oggi, quando si tratta di servirsi di prodotto e servizi finanziari, potrete scegliere tra:·L’attività di consulenza, che attraverso la raccolta di una serie di informazioni relative a esperienza, obiettivi e situazione patrimoniale garantisce la massima personalizzazione e tutela: sarà come avere un rossetto sommelier a propria disposizione che, conoscendo i vostri gusti e le vostre ordinazioni, saprà consigliarvi l’abbinamento migliore con un vino rosso dal sapore intenso, oppure con un bianco leggero e aromatico.·Il servizio di collocamento, in cui, fermo restando una valutazione di appropriatezza degli strumenti finanziari, vengono meno gli elementi di raccomandazione e di personalizzazione al cliente: sarà come entrare in un’enoteca molto rifornita. Potrete curiosare tra gli scaffali e chiedere informazioni su tutte le bottiglie che volete, ma la scelta spetterà comunque a voi.·Il servizio di pura esecuzione degli ordini di investimento del cliente ( execution only), in cui l’intermediario si limita a ricevere e trasmettere gli ordini nel rispetto delle condizioni prescritte, anche in assenza di raccolta di informazioni: sarà come comprare una bottiglia in un supermercato. Sarete voi e nessun altro a guardare, cercare, scegliere, comprare. pura esecuzionecollocamentoconsulenza
Tutela per il cliente/investitore
Conclusioni
Se poi non sei ancora convinto, ti resta l’OroscopoIl grande economista John Kenneth Galbraith sosteneva che “l’unica funzione delle previsioni economiche è quella di far apparire rispettabile l’astrologia”.Qualcuno, evidentemente insoddisfatto dei suggerimenti dei suggerimenti dei suoi consulenti finanziari, lo ha preso in parola ed è pertanto nata l’ Astrologia finanziaria. Dando una sbirciatina ai libri del settore o girovagando tra i siti specializzati, potete trovare qualche ottimo esempio. L’investitore del Sagittario troverà grande sintonia con i titoli del segno dell’Ariete. Al Sagittario, infatti, piace giocare, vedere l’altalena delle azioni, e resta affascinato dall’irrequietezza del loro andamento. L’investitore del Capricorno, invece, apprezza il senso della praticità di quello che può ottenere da un titolo del segno del Toro. Il Capricorno vede con piacere i tempi lunghi della crescita, che magari si giusta passo per passo, di un titolo Toro.Pur non amando molto la Borsa, l’investitore Bilancia apprezza e trova molto divertente la brillantezza del titolo Gemelli, che vede atipico nella sua manifestazione. L’intesa, per quanto riguarda la gestione, è l’ideale. Chiudiamo con una buona notizia: ottima sinfonia, tra l’investitore Leone e i titoli Sagittario.Con il suo senso di dignità, il Leone trova nel Sagittario un titolo che non lo delude facendogli fare pessime figure e neppure trascinandolo in crolli abissali. Il Leone lo gestirà con la giusta abilità e con grande equilibrio.A lungo termine, può essere tentato di abbondare il titolo perché ne ha ricavato abbastanza.
La morale di tutto ciò che ho scritto e che "giocando si perde sempre "
Vi do un esempio, visto che tutti parlano in darno. Azioni che una banca specializzata per ottimi clienti nel 1999 mi aveva comperato e al 02.07.2010 questo è il risutato:
Seat Pagine Gialle - 97,22%
Deutsche Telekom - 63,38%
Unicredit -89,01%
Bca Pop Sondrio - 38,74%
Finmeccanica - 69,12%
Telecom -99,57%
Sorin -43,14%
Snia - 99,00%
Sito del 01/07/2009
Così Gussago si autodistruggeLa diagnosi è sconsolata, crisi di valori, crisi di cultura, crisi di volontà politica, crisi di consapevolezza